Quattro scenari e 100 LED vivacizzano la chiesa

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Chiesa Santa Lucia, TrevisoRistrutturare e mettere a norma l’impianto illuminotecnico dell’edificio religioso, per adeguarlo alle prescrizioni di legge, tenendo conto, nella gestione della luce, della dimensione spirituale-liturgica e di quella storico-artistica della struttura: questi gli obiettivi dell’intervento realizzato presso la Chiesa di Santa Lucia a Treviso, uno scrigno di arte e storia del XIV secolo fino a poco tempo fa illuminato da un impianto obsoleto, che risaliva ai primi anni 90 e scorreva sui tiranti che separano la navata centrale da quelle laterali, occultando nell’ombra pregiati affreschi e sculture trecentesche. Per un’adeguata valorizzazione artistica dell’apparato decorativo della chiesa e per migliorare la dimensione spirituale-liturgica, al fine di invitare i fedeli al raccoglimento, Bpt ha sviluppato una soluzione illuminotecnica basata su 103 proiettori Perpetual 7 P Domino LED e gestita attraverso il sistema domotico Home Sapiens, il quale, attraverso il videoterminale multifunzione Mitho HA, caratterizzato da un display LCD a colori touch screen di grandi dimensioni (7”), comanda in modo semplice ed efficace tutti i dispositivi luminosi ed è in grado di monitorare anche i consumi, garantendo un notevole risparmio di energia a seconda delle diverse esigenze di utilizzo.

Un intervento a basso impatto

I criteri di base nella realizzazione del progetto sono stati il massimo rispetto dell’illuminazione naturale della chiesa, con un uso limitato di altre fonti di illuminazione nelle ore diurne, e la riproduzione della stessa intensità di luce nelle ore serali, usufruendo dell’illuminazione artificiale. Nei momenti di celebrazione, invece, è stata incrementata l’intensità luminosa, per non creare contrasti tra la zona del presbiterio e le navate, puntando, come centro di riferimento nella chiesa, l’altare. Il sistema di illuminazione è stato installato sulle strutture del complesso architettonico con tecniche di intervento a basso impatto, che hanno previsto il minimo impiego di staffature e graffe metalliche. Nonostante l’assenza di canaline dentro le quali occultare i fili, le opere murarie indispensabili per il cablaggio e la riqualificazione dell’impianto sono state ridotte al minimo, grazie all’impiego della domotica Bpt, attraverso il cavo bus, che ha consentito il collegamento di tutti gli elementi del sistema rispondendo alle esigenze funzionali ed estetiche. I moduli di alimentazione e di dimmerazione per la gestione dell’intensità delle luci, invece, sono stati posizionati all’interno di apposite cassette installate sulle travature o su mensole occultate alla vista.

Uno scenario per ogni contesto

I proiettori Perpetual 7 P di Domino LED, di piccole dimensioni, interamente realizzati in alluminio anodizzato naturale, con un consumo di 19W e un flusso luminoso di 1.096 lumen, hanno ridotto l’interferenza con le linee architettoniche dell’edificio. L’adozione di questi apparecchi di media potenza ha portato a un aumento dei punti-luce, con una conseguente maggiore flessibilità e precisione nel puntamento per illuminare le aree devozionali, nascondere le imperfezioni presenti nelle opere affrescate ed evitare ogni effetto di abbagliamento, diretto e indiretto per riflessione, con speciale cura nelle zone di osservazione delle opere d’arte. Vari, poi, sono gli scenari che possono essere memorizzati dal sistema domotico e che rendono immediata la scelta dell’illuminazione più adatta alle esigenze del momento, dando a chiunque la possibilità di gestire le luci e di adottare nuovi sfondi in caso di differenti utilizzi degli spazi liturgici o espositivi. La tecnologia a LED ha quindi permesso, anche in questo caso, di rispettare i valori cromatici della luce naturale, consentendo un elevato risparmio energetico e vantaggi in termini di salvaguardia delle opere e di costi di manutenzione e gestione, con un consumo massimo dell’impianto d’illuminazione di circa 2 kW e una lunghezza di vita utile delle lampade di 50.000 ore al 70% del flusso luminoso.

Il parere del fornitore

“Negli edifici rappresentativi della vita spirituale di una città non è possibile alcuna progettazione su carta che prescinda dall’esperienza diretta ed emozionale degli spazi, dalla conoscenza delle interazioni dei fedeli e dei visitatori con l’edificio. Il progetto di illuminazione degli ambienti sacri deve conciliare le esigenze pratiche di uno spazio liturgico con il rispetto delle opere d’arte del passato: nella chiesa di Santa Lucia, mediante un sistema di controllo flessibile e facile da utilizzare e una collocazione attenta di proiettori, abbiamo cercato di rendere protagonista non solo l’architettura, ma anche l’uomo che la vive quotidianamente. La progettazione si è inizialmente basata sulla disposizione degli apparecchi: le luci sarebbero state inserite in un contesto che originariamente non le prevedeva. Sono stati quindi organizzati sopralluoghi per rilevare i punti di interesse artistico e le zone critiche, sono state effettuate le prove illuminotecniche sul campo, per impostare il corretto puntamento di ciascun proiettore e determinare i livelli ottimali di illuminazione”. (Arch. Andrea Ragusa, Product Manager Domino LED). (testo dell’articolo a cura di Laura Turrini).

 

INTERVISTA ad Alberto Mazzobel, Socio, amministratore e legale rappresentante Mazzobel&Martignago

“Abbiamo operato in uno scrigno d’arte, con soffitti affrescati, colonne in marmo, sculture, bassorilievi e muri in pietra. La sfida è stata quella di nascondere, per quanto possibile, canalizzazioni, cavi ed elettronica distribuita e posizionare gli oltre 100 proiettori a LED senza rovinare gli affreschi o le colonne e senza alterare le strutture. L’installazione è avvenuta in 30 giorni lavorativi ed è stata effettuata da due persone”.

Qual è il principale plus dell’impianto installato?

“L’aver ottenuto un’illuminazione puntiforme su ogni opera, parete o soffitto affrescato e, soprattutto, la possibilità di dosare la quantità di flusso luminoso in base al momentaneo utilizzo del locale di culto, senza stravolgere e danneggiare le strutture della chiesa, grazie a un sistema domotico con elettronica distribuita (utilizzo minimale di cavi elettrici e, quindi, di condutture), e all’impianto di illuminazione a LED a basso consumo e alta efficienza”.

Quali accorgimenti tecnici sono stati necessari?

“Abbiamo dovuto occultare tutte le apparecchiature, creando coperture e strutture di contenimento. È stata complessa anche la regolazione dell’intensità luminosa dei corpi illuminanti e la programmazione degli scenari, perché si è deciso di regolarli esclusivamente attraverso il pannello touch-screen, anziché tramite pulsanti che avrebbero reso più agevole la taratura del dimmer”.

Come è avvenuta la messa in funzione?

“È stata piuttosto laboriosa, abbiamo creato quattro scenari, con il luxmetro e con prove visive, oltre a verificare il livello di illuminazione di ogni sorgente luminosa, evitando l’effetto ‘abbagliamento’. Ai miei colleghi consiglio di suddividere i corpi illuminanti in gruppi di 2-3, per una gestione più pratica delle accensioni e del livello luminoso tramite il sistema domotico, e di integrare nell’impianto, oltre ai comandi per coordinare gli scenari e il monitor touch-screen, punti di comando manuale per ’intensità luminosa”.

SCENARIO DI SECONDO LIVELLO Viene utilizzato nelle ore in cui manca l’illuminazione naturale esterna, al mattino e alla sera. Ai punti illuminati dello scenario di primo livello si aggiunge l’illuminazione rivolta verso il pavimento, con intensità minima
SCENARIO DI SECONDO LIVELLO Viene utilizzato nelle ore in cui manca l’illuminazione naturale esterna, al mattino e alla sera. Ai punti illuminati dello scenario di primo livello si aggiunge l’illuminazione rivolta verso il pavimento, con intensità minima
SCENARIO DI TERZO LIVELLO Si utilizza durante le cerimonie religiose e prevede la stessa illuminazione dello scenario di secondo livello, regolato con una maggiore intensità luminosa, sia nell’altare che nelle navate, per far risaltare il luogo celebrativo
SCENARIO DI TERZO LIVELLO Si utilizza durante le cerimonie religiose e prevede la stessa illuminazione dello scenario di secondo livello, regolato con una maggiore intensità luminosa, sia nell’altare che nelle navate, per far risaltare il luogo celebrativo
SCENARIO DI QUARTO LIVELLO Acceso attraverso l’introduzione di monete in una gettoniera, viene utilizzato per le visite dei turisti, affinché la luce guidi la lettura delle opere d’arte nelle volte e nelle pareti. Valorizza l’affresco della Madonna con Bambino
SCENARIO DI QUARTO LIVELLO Acceso attraverso l’introduzione di monete in una gettoniera, viene utilizzato per le visite dei turisti, affinché la luce guidi la lettura delle opere d’arte nelle volte e nelle pareti. Valorizza l’affresco della Madonna con Bambino

 

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