Quando un impianto è veramente “scalabile”

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uffici TecnocasaTecnocasa è forse uno dei primi nomi che affiorano alla mente quando si parla di agenzie immobiliari. Dietro all’inconfondibile logo verde (un cerchio coperto da un piccolo tetto) lavora un gruppo che conta 8 marchi e ben 2767 agenzie in 4 continenti. La sede di questo impero è un palazzo di Rozzano, alle porte di Milano. Qui grande attenzione è dedicata alla protezione dell’edificio, coordinata con professionalità e passione dal sig. Alessandro Badalin, responsabile logistico e della sicurezza.

Ingresso a doppie sbarre

L’impianto concentra in sé le funzioni di controllo accessi, antintrusione e antiallagamento (l’antincendio ha invece una gestione separata), gestito attraverso le soluzioni della Tecnoalarm. Il pesante cancello elettrico dall’ingresso esterno, che preclude alle auto l’accesso all’area del palazzo, rimane aperto solamente nelle fasce orarie di maggior traffico (l’ingresso e l’uscita dei dipendenti) e, in caso di allarme, è sbloccabile solo inserendo un codice numerico riconosciuto (non sono previste chiavi). Una volta superato il cancello, il veicolo si trova di fronte un doppio varco d’ingresso: due barriere in successione (prodotte dalla Nice), integrate da una telecamera che monitora costantemente il passaggio, vanno singolarmente abilitate digitando il proprio codice d’accesso e consentono il transito di un solo veicolo alla volta, in funzione antiaccodamento.

Reception e aree comuni

Al banco della reception, un monitor mostra al personale in servizio le immagini delle telecamere che coprono il perimetro esterno dell’edificio, compresa la nuova dome recentemente installata (Samsung) e programmata per completare, con una rapida rotazione, la visione a 360°. La stessa area di ingresso è protetta da sensori volumetrici che integrano una piccola telecamera, quasi invisibile ma regolarmente segnalata da un cartello che avverte gli ospiti di essere soggetti a videosorveglianza. Tale soluzione è stata realizzata direttamente dalla Crial System di Paolo Pusca, la società che ha curato il progetto e l’installazione dell’impianto di sicurezza, assemblando in modo customizzato una microcamera all’interno del sensore volumetrico IR300 di Tecnoalarm. Il medesimo tipo di controllo viene applicato a tutte le zone comuni e agli sbarchi-ascensore per i 6 livelli su cui si sviluppa il palazzo. I piani adibiti a uffici sono a loro volta organizzati in due settori distinti, che risultano gestibili separatamente grazie ai tastierini numerici d’accesso di cui è fornita la porta di ingresso di ciascuna divisione. Un terminale di rilevazione presenza (modello Checkpoint) accanto al banco della reception registra, infine, l’ingresso e l’uscita dei dipendenti. Tutti i dati relativi alla presenza di impiegati, visitatori e personale di servizio vengono verificati per controllare le corrette associazioni fra badge, codici di accesso e la sequenza di entrate ed uscite (non è prevista una successione di due entrate consecutive senza un’uscita intermedia registrata: il sistema di controllo genererebbe una segnalazione di incongruenza).

Parcheggiare al sicuro

Il parcheggio per gli amministratori della ditta si trova al piano interrato dell’edificio e ha un accesso pedonale dall’interno, attraverso un corridoio che si snoda dall’ascensore fino ad una porta comandata da un tastierino. Come ci spiega il sig. Badalin: “Tecnocasa ha pensato di tutelare i dipendenti installando, accanto alla porta che si apre al garage, uno schermo che mostra quattro immagini dell’area – corridoio, posti auto, rampa ed uscita – riprese in tempo reale, in modo tale che, prima di lasciare il palazzo, si possa controllare che nella zona veicoli non siano presenti intrusi”. Un sensore di movimento accende automaticamente le luci per illuminare l’area box, integrando così il comando manuale comunque presente.

L’intelligenza della protezione

Il cuore pulsante dell’intero sistema di controllo è concentrato in un rack ventilato (dimensioni 600x800x1800 mm) all’interno della sala CED, nel quale trovano spazio: la centralina TP16-256 della Tecnoalarm, 3 videoregistratori digitali a 16 canali Samsung, il sistema GPS Standard che consente di suddividere lo schermo in più riquadri per poter visualizzare le immagini provenienti da tutte le telecamere presenti in campo, un server ed un modulo UPS. Quest’ultimo, dedicato esclusivamente al sistema di sicurezza, entra in funzione in caso di necessità per coprire l’intervallo di tempo di circa 20/30sec che intercorre fra un’eventuale mancanza di alimentazione dalla rete e l’entrata in funzione del gruppo elettrogeno da 100kW, che garantisce la continuità elettrica all’intera sede di Tecnocasa. Un monitor, posizionato sopra l’armadio, mostra, a rotazione, le riprese in tempo reale delle telecamere esterne ed interne, dei garage, delle aree comuni e la visione delle due dome che coprono i due fronti strada del palazzo. L’area CED è protetta dal tastierino numerico in ingresso e dai sensori volumetrici installati all’interno della sala; l’”armadio della sicurezza” ha, però, una difesa ulteriore: la sua porta in cristallo antisfondamento è infatti allarmata da un sensore addizionale che ne rileva l’apertura.

Antiallagamento

Il riscaldamento dell’edificio è affidato ad un sistema di pannelli radianti a soffitto, il cui corretto funzionamento è monitorato sia dalla centrale termica (installata all’interno della proprietà Tecnocasa) che rileva le variazioni di pressione dell’acqua calda immessa nelle tubazioni, sia da opportuni sensori antiallagamento (un centinaio in tutto) che sono annegati nella soletta al di sotto del pavimento flottante di ciascun piano, garage compreso. Questi allarmi, che segnalano la presenza di acqua a livello della pavimentazione, sono attivi 24h al giorno durante tutta la settimana, allo scopo di individuare prontamente eventuali guasti o perdite che dovessero verificarsi nell’impianto di riscaldamento, sia esso acceso o spento, e che procurerebbero danni ingenti alle apparecchiature se non risolti con tempestività. I sensori (mod. 2450 N-IP65 della Menvier CSA), infatti, rilevano la formazione di liquidi nell’area protetta e provocano la chiusura di retrovalvole evitando un’ulteriore fuoriuscita di acqua. Un segnale di allarme viene inoltre inviato al servizio di pronto intervento affinché quest’ultimo provveda al sopralluogo per il ripristino dell’anomalia.

Flessibilità del sistema

Il sistema realizzato copre i diversi aspetti della vita degli uffici, modellando il proprio funzionamento secondo le esigenze di impiegati, vigilanza, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, imprese di pulizia, garantendo in ogni istante la sicurezza dei luoghi. La programmazione standard prevede che una serie di allarmi vengano disabilitati, nei giorni feriali, in una determinata fascia oraria per consentire ai dipendenti l’utilizzo degli spazi lavorativi; il sistema si riarma automaticamente la sera (con un doppio step) quando l’impresa di pulizia completa il proprio servizio. Allo stesso modo, è già predefinito un periodo temporizzato di sospensione degli allarmi per agevolare la perlustrazione da parte del servizio di ronda. “La programmazione è comunque personalizzabile: se, ad esempio, un impiegato ha la necessità di tornare in sede al di fuori dell’orario di lavoro, possiamo sempre abilitare una sorta di percorso ad hoc che gli permetta di svolgere la propria attività, mantenendo sempre allarmati gli altri settori del palazzo. È sufficiente esserne informati il giorno prima per predisporre il sistema. Il medesimo approccio si applica per gli interventi di manutenzione”. La centralina TP16-256 è infatti caratterizzata da una grande flessibilità: ha la possibilità di gestire fino a 256 zone logiche modellabili con 32 programmi differenti ed un ventaglio di 1024 azioni impostabili, con un registro eventi in grado di tenerne in memoria ben 3000. Il sistema è inoltre controllabile e pilotabile da remoto via PC o, in alternativa, con comandi telefonici tradizionali e anche da smartphone attraverso una APP dedicata.

Fondamentale per la corretta gestione dell’intero sistema e la sua connettività risulta quindi anche il progetto informatico di rete che, in questo caso specifico, è stato curato da Gianluca Chinaglia della Crial System. Allo scopo di garantire un monitoraggio continuo dello stato di funzionamento dell’intero sistema ed attuare interventi di manutenzione tempestivi, presso l’installatore è attiva una centrale di controllo che riceve costantemente dati e segnalazioni dall’apparato Tecnoalarm e dalle telecamere installate.

Luoghi preziosi

Nei giorni lavorativi, durante l’orario di presenza dei dipendenti, gli allarmi che proteggono le aree operative vengono disabilitati in automatico dal sistema, ad eccezione degli spazi “sensibili”: la sala informatica (che contiene gli elaboratori utilizzati per i corsi di formazione), i magazzini e il montacarichi (che rappresenta un punto di accesso potenzialmente pericoloso in quanto aperto verso l’esterno). Questi tre settori seguono una programmazione dedicata, che li mantiene costantemente allarmati e sbloccabili solo con un codice di accesso. Ogni tastierino numerico è consultabile da remoto e in loco ed è in grado di restituire i dati relativi ad ogni evento registrato (ingressi, uscite, allarmi… e relative tempistiche), consentendo una rapida verifica senza bisogno di ulteriori collegamenti.

Gli step di un impianto di sicurezza ottimale

Come ci spiega Paolo Pusca, socio fondatore dell’A.I.P.S. (Associazione Installatori Professionali di Sicurezza) e titolare della “Crial System”, diversi sono stati i ruoli e le responsabilità in gioco. “Da una parte c’è il costruttore degli apparati di sicurezza e dall’altra il cliente: in mezzo ci siamo noi, cioè gli installatori. Su tutto questo si inserisce apporto della vigilanza. Sulla base dell’esperienza e della professionalità acquisite in anni di attività, abbiamo individuato la soluzione tecnica per tradurre i desiderata del cliente in un progetto adatto alle caratteristiche degli ambienti”.

La collaborazione con la vigilanza

Una volta che il sistema di sicurezza è in servizio, la vigilanza può riceverne i segnali e operare anche interventi mirati grazie alle informazioni trasmesse dagli apparati. “La centralina che abbiamo installato – sottolinea Pusca – è in grado di gestire differenti vettori di notifica per trasmettere, anche alla vigilanza, fino a 727 eventi distinti, corredati di una serie di informazioni accessorie e codificandoli in uno dei 156 protocolli di comunicazione supportati, compreso quello forse più diffuso: il Contact ID”. L’efficacia della realizzazione è quindi frutto di una felice e continua collaborazione fra il cliente (la Tecnocasa) e l’installatore (Crial System), un rapporto di fiducia che in questo caso dura da più di 10 anni.

Un occhio al futuro

In questo gioco di squadra, l’apporto di ciascun professionista è fondamentale per arrivare a un risultato efficace nella sua totalità e il cui sviluppo comunque non si arresta con il passare del tempo. A partire dalla prima installazione, il sistema di sicurezza ha continuato ad evolversi grazie ad aggiornamenti regolari, potenziamenti e l’integrazione di nuove funzionalità. “Come si dice, l’appetito vien mangiando!”, spiega Badalin. “Ora mi piacerebbe vedere in modo rapido sul palmare le telecamere e accedere ai loro comandi direttamente dalla schermata del sistema di visione, senza passare ad un programma differente”. (articolo di Sara Gabba).

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