La collaborazione… “fa la forza”

Competenza, disponibilità, sorriso e problem solving: questi i tratti distintivi della Tecnoimpianti Monzese, specializzata nell’impiantistica civile e in particolare nelle ristrutturazioni a fianco di architetti e geometri.
Sergio Alzati, Tecnoimpianti Monzese, Monza (MB).

È una passione di famiglia, trasmessa di padre in figlio, quella che ha dato vita alla Tecnoimpianti Monzese, fondata nel 1990 da Stefano Alzati, diplomato come perito industriale all’istituto Hensemberger di Monza e suo padre, Sergio Alzati, fino ad allora dipendente Telecom. Un’impresa nata per una passione condivisa come racconta Stefano: «dal momento in cui mi sono diplomato, abbiamo deciso di metterci in proprio e siamo partiti». 

Sergio Alzati, padre di Stefano.

Tecnoimpianti Monzese opera su Milano, hinterland e, naturalmente, su Monza e Brianza, ma senza rinunciare anche a trasferte in Lombardia. Stefano Alzati ci ha raccontato come nel tempo l’impresa si sia specializzata in ristrutturazioni: «Ci siamo orientati verso l’impiantistica civile. Prima facevamo sia industriale sia civile, ma ultimamente abbiamo scelto di prediligere lavori più piccoli ma anche più sicuri. Da quando c’è stata la crisi è troppo rischioso prendere grossi lavori, impegnativi e lunghi. Meglio quindi dieci lavori piccoli, piuttosto che uno grosso».

Lavorare nelle ristrutturazioni ha significato per la Tecnoimpianti Monzese tessere una vasta rete di contatti tra geometri e architetti, ma anche showroom di arredamento. «L’ambiente è bello e il lavoro è molto stimolante perché – come racconta Stefano – ti porta ad ampliare i tuoi orizzonti. Quando ti occupi di interni, infatti, realizzi molte opere diverse: dalla domotica, al sistema di videosorveglianza, passando dall’impianto di condizionamento e quello elettrico. Inoltre, rispetto ai grossi lavori, il rapporto che si crea con gli architetti è di qualità, perché si sviluppa una fiducia reciproca e un affiatamento tale da essere interpellati come consulenti anche quando il progetto è concluso».

Qual è il vostro punto di forza?

«Penso che il nostro punto di forza sia la serietà, la disponibilità verso il cliente – che secondo la nostra filosofia deve essere soddisfatto al 100% – e non ultima la pazienza. Occorre arrivare sempre con il sorriso, anche nelle situazioni più difficili e mantenerlo anche a fronte delle richieste più complicate».

Ci sono competenze maturate nel tempo che oggi vi sono particolarmente utili?

«Io credo problem solving. Se ho una situazione da risolvere e non trovo subito la soluzione giusta, so isolarmi dal contesto in cui sono, concentrarmi su quel preciso problema e – attingendo a tutta l’esperienza acquisita -, trovare la risposta».

Avete sentito la crisi e in che modo l’avete superata?

«La crisi l’abbiamo sentita non solo per il calo del lavoro, ma soprattutto per l’atteggiamento delle imprese. È successo che clienti storici ci abbiano messo alla prova, non dal punto di vista qualitativo, ma dal punto di vista economico. Questo ci ha molto ferito, perché significa mettere in discussione la fiducia e la stima conquistata dopo tanti lavori fatti insieme, solo per una questione di prezzo. Alcuni concorrenti presenti sul mercato da pochissimo tempo, hanno approfittato per esempio di questa situazione per fare il sottocosto pur di prendersi il lavoro. Il risultato è stato quello rovinare la professionalità della nostra categoria. Per noi ha comportato poi dover riconquistare il cliente a volte anche scendendo a compromessi in termini di prezzi. Devo ammettere di aver provato soddisfazione quando le imprese che hanno risparmiato sulla manodopera piuttosto che sui lavori, alla fine poi si sono trovate lavori fatti male e sono ritornate da noi».

Quali consigli per chi inizia oggi la professione?

«Bisogna essere umili, non bisogna partire con l’idea che “pronti via” si guadagna subito. Occorre conquistarsi la fiducia dei clienti e lavorare nel giusto, senza strafare, e senza voler arrivare subito all’obiettivo. Ho 25 anni di esperienza e non sono ancora arrivato. Devi andare piano piano, devi acquistare esperienza e aver sempre voglia di fare».

Progetti per il futuro
«Ormai da due anni sono diventato presidente di categoria in Confartigianato per quanto riguarda gli installatori di Milano e Monza e Brianza. Ciò che vorrei in futuro è creare un pool di lavoro composto da professionisti affiatati, un consorzio, che ci permetta di collaborare tra noi, centralizzando le richieste di intervento e ottenendo a contempo anche una buona scontistica dalle aziende. Ognuno avrebbe così la propria attività, il proprio guadagno e le proprie spese, abbattendo però una parte di costi e combattendo la concorrenza sleale di chi pratica sottocosto».

Quale miglioramento auspicheresti per la categoria?
«Noi siamo una categoria soggetta a molte norme di legge, ogni sei mesi – se non ogni tre – vengono fuori norme nuove che occorre conoscere bene. Da questo punto di vista avremmo bisogno di maggiore considerazione nella filiera della costruzione, e di vederci riconosciuto un ruolo più rilevante. Molte volte, infatti, gli architetti, i geometri e i costruttori che non sono magari al corrente dell’aggiornamento delle norme, arrivano, prevedendo dei lavori che magari non possono già più essere eseguiti a regola d’arte e ci succede di scoprirlo in cantiere, magari addirittura davanti al cliente. Quello che invece auspicherei è che si diffondesse l’abitudine di interpellare la nostra categoria prima del preventivo del lavoro: bisognerebbe trovarsi in un ufficio, vedere i disegni, parlare delle problematiche, affrontare la questione delle norme e arrivare in cantiere allineati sul progetto»
Avete una storia da raccontare?
Pensate che la vostra esperienza possa essere utile ai “colleghi” installatori?
Scrivi a: elettro@tecnichenuove.com
Saremo lieti di valutare le vostre proposte e pubblicare gratuitamente un servizio su di voi nella nostra rubrica “Vita da installatore”

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