Gli installatori e il lockdown, tra difficoltà e opportunità

Abbiamo chiesto ad alcuni nostri lettori, per comprendere come sia stato vissuto questo periodo, di raccontarci come hanno impiegato il tempo a disposizione e che cosa si aspettano dalla “fase due”.

Un momento non semplice, certo, ma oltre alle difficoltà oggettive determinate dalla situazione (cantieri chiusi, lavori rimandati, difficoltà economiche, incertezza sul futuro) abbiamo identificato un “filo conduttore” nella voglia di guardare con speranza al domani e nella volontà di reagire per trasformare la crisi in opportunità.

Oltre al forte senso civico di voler, in generale, limitare le uscite alle sole emergenze per poter assistere i propri clienti senza lasciarli da soli in caso di guasto agli impianti, è emersa la voglia di crescere professionalmente aggiornandosi attraverso i corsi online insieme all’opportunità di poter fare ordine nella propria documentazione, di migliorare la propria gestione aziendale, di portare avanti pratiche e progetti, di lavorare sull’immagine e l’offerta della propria attività cercando nuove idee e nuove collaborazioni per quando si tornerà alla normalità.

Quello che a parole non si può descrivere, ma si riesce a percepire dalla voce delle persone, è la fiducia in un settore – quello degli impianti – che può farcela e ce la farà, anche solo per il grande impegno e la serietà che ciascuno sta dimostrando con fatti concreti.
Gianpaolo Maestri, Amm. Delegato e Resp. Tecnico, Belgioioso (PV).

Innalzare il livello di qualità del proprio lavoro

«Personalmente – e non solo in questo momento – investo tempo e risorse economiche in formazione sia online che in corsi reali…  Credo che chi investe nell’accrescimento e/o approfondimento delle proprie competenze porta a un livello più alto la qualità del proprio lavoro. Difficile fare previsioni sullo scenario che ci si presenterà quando sarà finita l’emergenza ma, in questa fase, a quasi 60 giorni dalle prime chiusure e con la prospettiva dell’apertura del blocco (… la famosa Fase 2) ritengo che chi, come il sottoscritto, ha investito il proprio tempo per aggiornarsi con corsi online o webinar e si è attivato per ricercare nuove soluzioni tecnologiche da offrire ai propri clienti, abbia sicuramente voglia di rimettersi in gioco, fiducia nel futuro e in una ripresa del mercato. Mia modesta opinione che gli inizi saranno problematici, sia per un approccio di tipo sanitario verso i clienti, sia difficile economicamente per entrambe le realtà (impresa e cliente).»

Stefano Bocchi, titolare di Impianti Moderni, Triuggio (MB).

Dal marketing alla promozione delle attività

«Dal punto di vista lavorativo nella fase di lockdown sono stato fermo al 95%, nonostante la mia categoria ATECO. Era tutto chiuso (palestre, cantieri, ristoranti, aziende ed uffici…), i privati hanno rimandato i lavori, quindi, a parte qualche emergenza (per lo più su impianti di automazione e reti per aziende operative) non ho potuto fare altro… Ho utilizzato il tempo per implementare software per la gestione dell’azienda, sistemare la contabilità e le cose che non si ha mai tempo di mettere in ordine, ho finalmente messo on-line il sito internet, ho ricercato nuovi prodotti da proporre nella fase due (ad esempio relativi alle analisi termografiche per il contenimento del contagio), ho proposto il servizio di pulizia per gli impianti fotovoltaici. Insomma, ho fatto un po’ di marketing per me stesso e promosso la mia attività tra gli studi di progettazione e architettura per cercare nuove collaborazioni per la Fase 2.»

Domenico Fattore e Nicoletta Nuti di Sanitermogas, La Spezia e Lavagna (GE).

Dalla formazione online alla contabilità

«Noi ci occupiamo più che altro di termoidraulica, ma siamo abilitati a fare anche lavori elettrici. La fase di lockdown io l’ho trascorsa praticamente a casa. È stata pesante, ma ne ho approfittato per seguire qualche corso di formazione online, fare l’aggiornamento FER e sistemare la contabilità. Interrompere tanti cantieri aperti non è stato bello e dal punto di vista economico inizio a risentirne… e aiuti dallo Stato “zero”, finora. A livello di lavori ho fatto quasi esclusivamente emergenze, a parte un cliente che ha un albergo chiuso in cui ho fatto una manutenzione. Altri cantieri tutti bloccati. Dovevamo consegnare per un affittacamere alle Cinque Terre un impianto complesso…. E poi non abbiamo potuto ultimarlo, tra l’altro ormai non riaprirà per quest’anno. Lavoro su due province, anche dai rivenditori si entra uno alla volta e per acquistare i materiali bisogna aspettare molto tempo e anche questo incide. Poi ieri mi hanno fermato due volte in due posti di blocco, altro tempo… Per lavorare in sicurezza ci siamo attrezzati con tutti i dispositivi di protezione tipo mascherine, guanti e disinfettanti a base di alcool.»

Gabriele Tedeschi, formatore di laboratorio CNOS, Arese (MI).

Lezioni pratiche ai ragazzi anche “da remoto”

«Sono un formatore tecnico di laboratorio di un centro salesiano. La situazione non aiuta la formazione “pratica” dei ragazzi, ma bisogna andare avanti e innovare. Quindi, ogni formatore di laboratorio si è attrezzato con un PLC e una telecamera per continuare a far vedere ai ragazzi oltre la teoria anche la pratica, “rompendo” le barriere della sola didattica teorica. Con le lezioni pratiche online facciamo vedere “come si programma”, “come si cabla” e cerchiamo di rendere le ore insieme comunque piacevoli. Cerchiamo di tenere alto il morale dei ragazzi, che tra l’altro a maggio avrebbero dovuto iniziare il tirocinio con gli installatori, quindi continueremo anche fino alla fine di giugno a fare lezioni da remoto.»

Sergio Perna, titolare di Elettro Piesse, Agliana (PT).

Lavoro a rilento, ma assistenza garantita ai clienti

«La mia azienda si occupa in particolare di installazione impianti elettrici ed elettronici, abbiamo le lettere A, B, G e operiamo in diversi ambiti dal civile (residenziale, terziario) all’industriale. Nel periodo del lockdown rientrando come categoria tra i “servizi essenziali” abbiamo garantito l’assistenza ai clienti. La mole di lavoro era (ed è…) a rilento, abbiamo lavorato al 10% rispetto all’attività svolta normalmente, più che altro per le emergenze (es. scatto intempestivo l’interruttore differenziale e disservizi su impianti per condizioni meteo) e un solo intervento di manutenzione non urgente (lo smontaggio dell’impianto di una pedana retrobanco interno di una pizzeria). Ci sono dei settori e alcuni casi in cui è quasi impossibile mantenere le distanze (qui in Toscana un metro e ottanta imposta dal protocollo regionale) quindi non sarà semplice operare, i problemi più importanti e significativi ci saranno con la riapertura dei cantieri e la ripresa delle normali attività. I nostri dipendenti, in regime di cassa integrazione in deroga, al loro rientro comunque sono stati dotati di un kit con tutti i DPI, dalle mascherine, alle visiere, ai disinfettanti, comprese le informazioni come riportato sulle linee guida indicate dalla Regione Toscana».

Brunelli Mauro, tecnico della Brescia Controlli, Nuvolera (BS).

Preventivi, progetti e schemi tecnici

«Lavoro in una realtà che si occupa prevalentemente di automazioni per riscaldamento e condizionamento. Nella fase di lockdown abbiamo lavorato principalmente da remoto fornendo assistenza telefonica e online. Abbiamo impiegato il tempo per realizzare preventivi, progetti e schemi tecnici. Le uscite sono state limitate esclusivamente alle emergenze, per esempio per un guasto del PLC o per la modifica dei parametri a causa di vari problemi…»

 

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