Analisi ENEA: crescono i consumi di energia (+24%) e le emissioni (+25%)

analisi Enea

Secondo l’ultima Analisi trimestrale del sistema energetico effettuata dall’ENEA, in Italia, per quanto concerne il secondo trimestre 2021, sarebbero in forte aumento i consumi di energia e le emissioni di CO2. L’analisi stima inoltre una crescita tendenziale della domanda di energia e delle emissioni di circa il 6% per l’intero 2021.

Consumi di energia ed emissioni in crescita: le motivazioni

A determinare la crescita della domanda di energia (+24%) e, di conseguenza, la crescita delle emissioni di anidride carbonica (+25%) sembrano essere stati fattori climatici (l’incremento dei consumi è stato particolarmente accentuato ad aprile con un +36% per le temperature più rigide rispetto allo stesso mese 2020, mentre il clima più caldo di giugno ha comportato un maggior ricorso al raffrescamento, con conseguente aumento della domanda di energia a +15%) combinati all’incremento del PIL (+17%) e della produzione industriale (+34%). Il forte incremento delle emissioni è da attribuirsi per una quota superiore al 60% ai trasporti e in misura inferiore al settore civile, all’industria e alla generazione elettrica.

Si allontanano gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030

Questi scenari avranno sicuramente ripercussioni sulla transizione energetica nel nostro Paese, vedendo allontanarsi ancora di più i risultati che sarebbero dovuti arrivare in vista degli obiettivi di decarbonizzazione del 2030. «L’aumento delle emissioni e l’innalzamento degli obiettivi UE al 2030 hanno comportato un nuovo sostanziale allontanamento dalla traiettoria di decarbonizzazione prevista. Per quanto riguarda il 2022, sarà difficile andare oltre a una stabilizzazione delle emissioni sui livelli attesi per fine 2021», spiega Francesco Gracceva, il ricercatore ENEA che coordina l’Analisi.

Le fonti energetiche utilizzate

Rispetto alle fonti energetiche utilizzate, i combustibili fossili registrano forti incrementi: dopo il crollo del II trimestre 2020, la domanda di petrolio ha segnato un +30%, quella di gas naturale un +21%, mentre per le fonti rinnovabili e il carbone si registrano rispettivamente un -1% e un -2%. Le importazioni di elettricità risultano quasi quadruplicate.

L’indice ISPRED

Inoltre, emerge anche un ulteriore peggioramento dell’ISPRED, l’indice elaborato da ENEA per misurare l’andamento della transizione energetica nel nostro Paese sulla base di sicurezza del sistema, prezzi dell’energia e decarbonizzazione. Nel periodo aprile-giugno, l’ISPRED è diminuito del 28% sul trimestre precedente e del 39% rispetto al II trimestre 2020, arrivando ai minimi storici.

«Il calo del nostro indice sintetico è legato per la gran parte all’aumento delle emissioni che hanno peggiorato le prospettive di decarbonizzazione. Ma assistiamo anche a persistenti difficoltà nel settore della raffinazione, che incidono sulla sicurezza energetica, e all’aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto nel settore elettrico, che hanno raggiunto i massimi decennali per i consumatori domestici. Peraltro, la recente fortissima crescita dei prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità si è traslata in misura ancora parziale sui prezzi dei consumatori finali», continua Gracceva.

Segnali positivi dall’esportazione del solare termico e di veicoli elettrici

Dall’analisi trimestrale dell’ENEA si evince, infine, l’andamento positivo delle esportazioni legate al settore solare termico, in particolare nel campo delle esportazioni di componenti per accumulatori e sistemi eolici (esclusi i generatori) e delle celle fotovoltaiche. Primi segni positivi anche per le esportazioni di veicoli elettrici e ibridi, anche se la dipendenza dall’estero del comparto è ancora massiccia.

Il valore dell’esportazione di veicoli elettrici nel 2020 è passato, infatti, da 15 a 268 milioni di euro, e nei primi cinque mesi del 2021 si sono raggiunti già 350 milioni di esportazioni, principalmente verso Germania e Francia. Anche in merito ai veicoli ibridi il salto è stato sostanziale: dai di 2 milioni di euro del 2019 a 27 milioni del 2020, fino a circa 20 milioni nei soli primi cinque mesi del 2021.

L’Analisi completa con la sintesi dei contenuti è disponibile alla pagina ENEA dedicata alle pubblicazioni ed è consultabile cliccando qui.

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