Novità normative

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di Silvia Berri, CEI

Connessione utenti attivi e passivi alle reti MT e AT

La qualità del servizio elettrico, per gli aspetti tecnici, è legato alla continuità del servizio e alla qualità di tensione. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) fissa i criteri di qualità che devono osservare i distributori di energia elettrica (DSO) nel fornire il servizio. Nel quadro della liberalizzazione si è inserita inoltre la dinamica di sviluppo delle fonti di energia rinnovabili (FER), prime fa tutte l’eolica e il solare, che ha portato ad avere in esercizio un numero elevato di generatori interconnessi alla rete e, spesso, interni ad impianti utilizzatori.

Ciò ha portato, non solo in Italia, alla preoccupazione che i sistemi di gestione della rete e le modalità di connessione dei clienti, attivi e passivi, abbiano difficoltà a risolvere le ricorrenti crisi di rete. Tali problematiche erano già state sollevate e fatte proprie da TERNA nel documento denominato Codice di trasmissione, dispacciamento, sviluppo e sicurezza della rete (Codice di rete o Codice).

La nuova edizione della norma, pubblicata nel dicembre 2012, ribadisce che quando siano previsti punti di consegna multipli e/o altre alimentazioni elettriche di media o di bassa tensione, derivate da gruppi di generazione di riserva (ad es. gruppi elettrogeni) e/o da gruppi statici di continuità, alternative a quella principale, devono essere previsti dall’Utente opportuni interblocchi, tra gli organi di manovra delle reti, per evitare il funzionamento in parallelo di distinti sistemi elettrici.

Al fine di garantire la selettività  e tempestività delle protezioni d’utente, è necessario disporre nel punto più prossimo a quello di connessione di un Dispositivo Generale  di protezione (DG) dotato di un sistema generale di protezione (SPG) costituito da trasformatori/trasduttori di corrente e/o di tensione, relè di protezione (PG) alimentato in continuità e circuiti di apertura dell’interruttore a sicurezza positiva.

Gli utenti attivi devono osservare oltre le regole tecniche generali già viste, altre che riguardano il sistema di protezione, le caratteristiche del generatore il suo modo di funzionamento nelle diverse condizioni di parallelo alla rete. In particolare è richiesto che l’utente/generatore fornisca i cosiddetti servizi di rete partecipando, anche, ai piani di difesa. Molte funzioni e caratteristiche dipendono dal tipo di generatore. Negli esaminarli si farà riferimento al caso più ricorrente del generatore statico tipico degli impianti di produzione di energia elettrica per conversione fotovoltaica.

I generatori devono avere caratteristiche di insensibilità ai buchi di tensione. Per i generatori sincroni ed asincroni la caratteristica va decisa caso per caso tenendo conto anche delle norme di prodotto, per i generatori eolici e fotovoltaici le caratteristiche sono indicate dalla CEI 0-16.

La protezione contro i fulmini

La nuova serie di norme CEI relativa alla protezione contro i fulmini si divide in quattro parti.

La prima parte, la CEI EN 62305-1, indica i principi generali che sono alla base della protezione contro i fulmini delle strutture, inclusi gli impianti, il contenuto e le persone. Questa norma fornisce inoltre la definizione dei principali parametri che intervengono nella definizione del fulmine e nell’insieme di misure volte alla protezione contro i fulmini.

La seconda, la CEI EN 62305-2, si riferisce alla valutazione del rischio dovuto a fulmini a terra. Questo rischio, inteso come probabile perdita media annua dovuta al fulmine in una struttura e in un servizio, dipende dal numero annuo di fulmini che interessano la struttura, dalla probabilità che un fulmine che interessa la struttura provochi danno e dall’ammontare medio della conseguente perdita, che dipende dal tipo di entità dei danni, anche all’ambiente circostante, e dalla destinazione d’uso della struttura.

La CEI EN 62305-3, invece, definisce i requisiti per la protezione di una struttura contro i danni materiali per mezzo di un impianto di protezione (LPS) e per la protezione contro i danni agli essere viventi causati dalle tensioni di contatto e di passo in prossimità di dell’LPS.

La quarta e ultima parte, la CEI EN 62305-4, fornisce informazioni sul progetto, l’installazione, la manutenzione e la verifica delle misure di protezione (SPM) per gli impianti interni elettrici ed elettronici al fine di ridurre il rischio di danni permanenti dovuti all’impulso elettromagnetico (LEMP) associato al fulmine.

Questa serie di norma si applica all’esecuzione di nuove realizzazioni delle misure di protezione contro il fulmine per le strutture e i servizi ad esse connesse, nonché alle trasformazioni radicali di quelle esistenti.

La fulminazione diretta, o nelle vicinanze, di strutture (o di servizi connessi alle strutture) è pericolosa per le vite umane, per le strutture stesse, per il loro contenuto e gli impianti in esse presenti, nonché per i servizi. Pertanto l’adozione di misure di protezione contro i fulmini è essenziale.

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