Barcella spinge sull’automazione dei magazzini

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Inaugurato nel 2010, il magazzino centrale e automatizzato di Barcella Elettroforniture conclude nel settembre 2013 la seconda “release”, raddoppiando i magazzini verticali e aggiungendo una macchina di taglio cavi. L’investimento ritorna in 5-6 anni, ma i buoni frutti si vedono fin da ora.

Lì a Bergamo gli installatori hanno ancora un po’ di lavoro, anche se è calato rispetto a qualche anno fa e non si lamentano troppo. Ma l’efficienza è di casa qui e ogni minuto risparmiato è una grazia ricevuta, ogni ottimizzazione viene salutata come la svolta nella crisi. Tutto quello che si può fare in meno tempo è oro colato. Questo ha portato Guido Barcella “della omonima ditta” a rielaborare, fra il 2009 e il 2010, la struttura dei propri magazzini. In particolare la decisione è stata presa nella direzione di centralizzare la logistica e di introdurre in modo massiccio l’automatizzazione. Un grosso investimento, che si è rivelato lo strumento adatto per venire incontro alle richieste degli installatori, alla crescente proposta delle aziende, alle esigenze dell’e-commerce e anche a quelle dell’espansione geografica del gruppo. Adesso (settembre 2013) si sta ultimando l’operazione con una seconda release e il dott Guido valuta soddisfatto il lavoro svolto fin qui. “Con una logistica così strutturata il magazzino centrale è in grado di contenere una gamma completa di prodotti. Oggi nel settore elettrico i prodotti e le gamme si sono moltiplicati e per questo il distributore deve offrire un servizio adatto”.

Quindi è tutto automatico adesso?

Tutto no, ma non ce n’è bisogno. Una ampia sezione del magazzino è costituita da porta-pallet di tipo tradizionale, dove sono stoccati prodotti a rotazione media e dimensioni medie. È gestita dal personale e non dalle macchine, perché qui si movimentano grandi volumi. Abbiamo altre due aree gestite in modo tradizionale, quella dei “lunghi”, canale, blindati e portacavi di difficile ingombro e l’area dei prodotti “fuori standard”, come i quadri già montati che non stanno su scaffale.

Fin qui il tradizionale. E la parte automatizzata?

Sono due, la prima è quella del settore dei cavi, dove si trovano 2200 bobine, due macchine per il taglio automatizzato e la macchina traslatrice per il trasporto. La seconda area è quella dei 12 magazzini verticali, 49 piani per 750 Kg ciascuno, che gestiscono i prodotti di piccole dimensioni e rotazione medio-alta, in sostanza il cuore del nostro mondo, quei 7-8000 articoli di gamme civili, quadretti e cassette di derivazione che devono avere disponibilità immediata.

Quindi non tutti gli ordini vanno evasi in tempo reale?

No, perché l’installatore ordina alle 8 del mattino il materiale per il giorno e se non lo trova va da un altro distributore: per questo le nostre filiali devono avere disponibilità immediata o in tempo reale del materiale di alta rotazione e ingombro piccolo-medio. Ma se l’installatore richiede, ad esempio, un power center non ne ha una necessità immediata e quindi può riceverlo il giorno dopo; per gestire questa consegna è più adatto il magazzino tradizionale.

Ma interagiscono le parti tradizionali e quelle automatizzate?

Sì, perché ciascun ordine, composto sempre da svariate tipologie di materiali, quando arriva al CEDI viene diciamo così spacchettato nelle diverse aree del magazzino e poi ri-assemblato una volta raccolti tutti i prodotti. In questo modo siamo in grado di gestire 20 ordini contemporaneamente.

I vantaggi del CEDI non stanno solo nell’automatizzazione?

No, stanno nella migliore organizzazione. Eliminare dalle sedi periferiche le operazioni di stoccaggio, allestimento ordini e consegna vuole dire molte cose: alleggerire il peso delle attività sul singolo punto vendita e quindi favorire l’apertura di nuove sedi sul territorio. Del resto il sistema centralizzato consente un monitoraggio dei flussi molto più puntuale e preciso, utile anche per valutare tutto il mondo dell’e-commerce.

E i vantaggi economici?

Vengono in un secondo momento e non sono prioritari. Il primo obiettivo è migliorare il servizio all’installatore, allargare le gamme ed essere più veloci nelle consegne: fra magazzino tradizionale e automatizzato, il rapporto è tre a uno, nella riduzione dei tempi e nell’aumento dei materiali movimentati. L’investimento è stato di 3 milioni di euro e di 1 milione per questa seconda release, ma il pay-back economico avviene in cinque-sei anni.

Nell’investimento rientra anche un software logistico. È necessario?

Sì, perché l’essenziale per un CEDI efficiente è la gestione informatica dei flussi, che avviene sia in ingresso sia in uscita: lo stesso prodotto si può trovarsi in zone diverse. Se l’ordine è di pochi pezzi il sistema lo processa nel magazzino verticale, ma se è di 200-300 pezzi, viene prelevato nel porta pallet, molto più grande. Il software svolge molte funzioni operative, indica ad esempio la migliore ubicazione di un prodotto in funzione del suo valore e della sua rotazione e consente anche precise analisi di produttività.

Magazzino cavi, il gioiello del CEDI

Il magazzino dei cavi è completamente automatizzato, con 2200 bobine da 10-15 quintali disposte su scaffali altissimi che saturano fittamente tutto il volume del magazzino. “In effetti il sistema ha ottimizzato gli spazi”, spiega Matteo Ghisalberti, responsabile della logistica: “il magazzino è di 7-800 metri in pianta, ma per questi materiali sarebbero necessari almeno 3500 metri quadrati; serve anche come over-stock per immobilizzare bobine che non devono essere vendute subito”. Ma per gestire queste quantità è indispensabile anche un software specifico: “la gestione dei cavi è più complessa di altri materiali perché implica un taglio e un trasporto pesante. Per questo nel sistema sono compresi due altri elementi, il traslo-elevatore che trasporta le bobine dal magazzino e le due macchine per il taglio dei cavi. Tutto avviene in automatico”, continua Ghisalberti, “compresa la scelta della bobina adatta per evitare di lasciare spezzoni inservibili e minimizzare i possibili sprechi, un lavoro che un tempo veniva svolto dal ‘bravo magazziniere’, ma che oggi per i volumi in ballo può essere eseguito solo dalla macchina”.

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