Quale valore devono avere gli SPD residenziali?

«Per un normale appartamento il valore consigliato per gli SPD deve essere di 20 kA, 40 kA, 65 kA oppure 80 kA?» chiede un lettore di Elettro.

Dubbio estremamente sintetico che purtroppo richiede una risposta non altrettanto sintetica. Per evitare di ampliare troppo il campo, facciamo un’ipotesi, assai probabile e verificata nella maggioranza dei casi, ma che merita di non essere dimenticata e che quindi è opportuno verificare in ogni singolo caso:

  1. non è necessario installare un scaricatore di sovratensione (SPD) di tipo 1, ovvero nel punto di installazione non esiste la possibilità che ci sia la corrente di fulmine;
  2. non è necessaria l’installazione di alcun SPD di tipo 3 a protezione di eventuali apparecchiature particolarmente sensibili.

Ovvero possiamo ragionare sull’installazione di un SPD di tipo 2.

Un SPD di tipo 2 è caratterizzato da 4 correnti caratteristiche:

  • di scarica (In oppure Imax);
  • di nominale di cortocircuito (Isccr);
  • susseguente (Ifi).

Come tale deve essere specificato.

Il significato di ciascuno di questi parametri è il seguente:

  • In: corrente di scarica nominale per la Classe di prova II
    Valore di picco della corrente di scarica con forma d’onda da 8/20 μs che l’SPD di Classe 2 e in grado di scaricare almeno 20 volte consecutive senza deteriorarsi, e utilizzato per determinare il valore del livello di protezione Up dell’SPD.
  • Imax: corrente di scarica massima per la classe di prova II
    Valore di picco della corrente massima di scarica con forma d’onda da 8/20 μs che un SPD di Classe 2 e in grado di tollerare almeno una volta. Imax e, in genere, molto superiore a In.
  • Isccr: corrente nominale di cortocircuito
    Massima corrente di cortocircuito presunta per la quale l’SPD, associato al dispositivo di distacco specificato.
  • Ifi: valore nominale d’interruzione della corrente susseguente
    Corrente di cortocircuito presunta che un SPD e in grado di interrompere da solo.

Supposto che l’alimentazione dell’appartamento citato dal lettore sia monofase, la corrente nominale di scarica (In) – Tipo 2, deve essere scelta coerentemente con la tabella seguente (Norma CEI 64-8 Art. 534.4.4.1). Dal momento che non siamo nel caso di una fulminazione in prossimità non interessa direttamente la corrente di fulmine (ampiezza e forma d’onda) ma quella conseguente ad una sovratensione che arriva (già attenuata) dalla linea in ingresso.

TABELLA tratta dalla Norma CEI 64-8 Variante 5 Art. 534.4.4.1. Minima Corrente nominale di scarica (In) – Tipo 2.
Collegamenti Corrente nominale di scarica (kA)
Monofase
CT1 CT2
L – N NA 5
L – PE 5 NA
N – PE 5 10

La corrente N-PE banalmente è la somma (5×2 kA) delle correnti nei conduttori di neutro e linea.

Nel rispetto delle prescrizioni normative, uno scaricatore con In di almeno 5 kA può essere installato in qualsiasi impianto, anche in zone ad alta frequenza di fulminazione, tuttavia è meglio non risparmiare su In infatti tanto maggiore sarà, quanto maggiore sarà la vita dello scaricatore.

La differenza tra Imax e In indica quanto lo scaricatore lavorerà, in condizioni nominali, vicino alle condizioni limite. A parità di In, maggiore è Imax, maggiore è il margine di sicurezza dello scaricatore, lontano dalle sue prestazioni estreme.

Per la scelta della corrente nominale di cortocircuito (Isccr) deve essere fatto riferimento oltre che alle leggi dell’elettrotecnica alla Norma CEI 64-8 Art. 534.4.4.6, per quello della Corrente susseguente (Ifi) alla Norma CEI 64-8 Art. 534.4.4.6 e per gli SPD collegati tra il conduttore del neutro e quello del PE nei sistemi TT (e anche TN seppur di scarso interesse per gli appartamenti italiani) alla Norma di prodotto IEC 61643-11.

La corrente nominale di cortocircuito Isccr e la corrente susseguente Ifi, non devono essere inferiori alla massima corrente di cortocircuito prevista nel punto di installazione.

Vale la pena ricordare che la corrente di cortocircuito minima nel punto di consegna è in Italia normalizzata in 6 kA nelle forniture monofase dalla Norma CEI 0-21 (scaricabile gratuitamente dal sito CEI).

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