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Techno. Quando il wired diventa wireless

iotTechno ha creato una nuova business unit che ha il compito di sviluppare di prodotti completamente nuovi e “attivi”, in grado di leggere e comunicare informazioni, che affiancheranno l’offerta di connettori ad alte prestazioni.

Offrire soluzioni e servizi innovativi per diversificare l’offerta, individuare nuove applicazioni, stringere partnership commerciali e tecnologiche con interlocutori strategici. Nasce con questi presupposti la nuova divisione di Techno guidata da Mauro Nodari, ingegnere elettronico specializzato nello sviluppo e nell’industrializzazione di sistemi elettromeccanici e optoelettronici nei settori dell’avionica, dell’elettronica e della microelettronica. La sua esperienza nel lighting e in particolare nell’ambito dei corpi illuminanti per applicazioni stradali, architetturali e grandi potenze, porta in dote un know-how che ha permesso all’azienda italiana di implementare una strategia di sviluppo articolata in due fasi: in primis l’allargamento del campo di applicazione dei connettori, e già dal prossimo anno lo sviluppo di prodotti IoT-ready. Oltre alla riorganizzazione produttiva e aziendale, la “nuova fase” di Techno prevede l’introduzione di nuovi servizi, il potenziamento del marketing e il rafforzamento delle attività di supporto all’export.

Sede di Tecno Srl a Guanzate (CO).
Dal componente tradizionale a quello “connesso”, come si evolve la vostra filosofia produttiva?
MAURO NODARI,
Chief Product & Business Development
Officer di Techno Srl.

«Allargare il campo di applicazione dei nostri connettori è il primo importante passo di questa strategia, che punta a introdurre nell’offerta Techno prodotti non più soltanto wired e passivi, ma anche wireless e attivi, quindi in grado di leggere o comunicare delle informazioni. Contiamo quindi di mettere a punto entro il 2021 una gamma nativa IoT, completamente inedita e non basata sulla rivisitazione di quanto esiste già. Tale trasformazione ci porterà dall’attuale offerta di componentistica a quella, futura, di prodotti finiti in grado di leggere e scambiare informazioni in un ecosistema IoT».

Quali sono gli step principali di questa strategia?

«Il primo step in tale ottica consiste nell’individuare nuove applicazioni per alcuni articoli già esistenti. Inoltre, abbiamo dotato il nostro TH625 di una scheda elettronica. Si tratta di una “prova generale”, in vista di quanto ci siamo prefissati di raggiungere già nel 2021, ossia il lancio di una famiglia di prodotti dalle funzionalità specifiche, dedicati alla IoT. Poiché è qualcosa di trasversale al mercato, e non limita a specifici ambiti del mercato, stiamo lavorando per attivare collaborazioni con aziende attive nel mondo del service, quali ad esempio progettisti, gestori di impianti e utilizzatori».

Nella IoT l’evoluzione corre veloce. Come affronterete la sfida?

«Il progetto ha certamente richiesto degli importanti sforzi, in termini economici e organizzativi. In un anno non facile che passerà alla storia per altri motivi, abbiamo preferito a maggior ragione focalizzarci sulla riorganizzazione, per farci trovare pronti al momento giusto. Le partnership tecnologiche e commerciali in via di definizione saranno fondamentali per garantirci un time to market estremamente contenuto. In particolare, i partner italiani ci aiuteranno in termini di conoscenza del mercato e di contenimento del time to market, ma nel cluster delle sinergie è prevista la presenza di almeno un partner internazionale, che ci aiuterà a cogliere opportunità a livello globale. La pandemia ha certamente rallentato i contatti e le trattative con gli interlocutori che avevamo individuato, ma contiamo di definire tutti gli accordi affinché sia possibile passare alla fase di sviluppo già da inizio 2021».

Questo vi porterà a instaurare rapporti diversi, rispetto a quelle già attive?

«Sì. Puntiamo sullo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni in co-design con i nostri partner, nella logica di accrescerne la fidelizzazione e con il fine ultimo di ridurre il time to market. Una riorganizzazione che ci proietta oltre la tradizionale logica del rapporto fornitore-cliente, allo scopo di creare e condividere opportunità di sviluppo con i nostri interlocutori di mercato».

Quali ricadute ci saranno nel rapporto con grossisti e distributori di materiale elettrico?
«Si sposta anzitutto il focus del rapporto: dai prodotti da banco, soggetti alla leva del prezzo, si passa alle soluzioni per il project, che vengono selezionate sulla base del valore aggiunto che offrono. Vale soprattutto per quelle realtà che dispongono al proprio interno di divisioni specializzate in automazione e IoT».
Ci saranno aggiornamenti o integrazioni dell’offerta già nel breve periodo?

«Intendiamo consolidare l’offerta di connettori per il lighting e individuare ulteriori applicazioni. Siamo pronti anche ad aggiornare l’attuale catalogo, qualora fosse necessario per allinearlo ai mercati che approcceremo. In una prospettiva di medio termine l’obiettivo è, come detto, lanciare soluzioni IoT ready».

TH625. Distributore di corrente a 4 vie tipo “H”, dotato di scheda elettronica.
Apportare dei correttivi in corsa richiede flessibilità e rapidità di reazione: la struttura e le dimensioni di Techno aiutano, in tale ottica?

«Sì. La necessità di essere veloci e flessibili nell’aprire nuovi mercati e opportunità è oggi fondamentale. Opportunità che partono dall’ufficio tecnico del grossista, dove occorre andare con oggetti nuovi, e non con prodotti dotati di un semplice Led cambia colore. A eccezione di quei pochi brandi leader, che possono basare il proprio business su una serie di brevetti e tecnologie che la rendono inattaccabile per un periodo relativamente lungo, un produttore che opera nel mercato della distribuzione non può accontentarsi di restare allineato e di praticare condizioni commerciali competitive: il rischio di perdere quote di mercato, anche importanti, è dietro l’angolo».

Si tratta di una bella sfida: cosa l’ha spinta ad accettarla?
«In qualità di uomo del lighting, di progettista e anche di ex cliente, ho sempre visto in Techno un punto di riferimento in materia di connessioni tecniche. Lavorare per un brand che riunisce in sé diversi valori quali il made in Italy, un’offerta basata sulle soluzioni tecniche e non sul prezzo, la capacità di rivolgersi al canale della distribuzione di materiale elettrico, di mantenere un focus importante su progetti custom con un livello di performance elevato, pienamente competitivo rispetto ai colossi del settore, è per me un motivo di orgoglio». 
L’economia globale dà tanto, ma pretende altrettanto. Qual è la “ricetta” per restare competitivi?

«Un problema che purtroppo accomuna molte aziende è la mancanza di una visione che vada oltre i 6 o i 12 mesi. Non è solo questione di prodotti o di rete commerciale. Techno non ha esitato a rimettersi in discussione, investendo in risorse interne ed esterne per aprire nuovi mercati e reinventare il concetto di connessione elettrica, aprendo nuovi mercati, per posizionarsi come un vero e proprio partner, e non come un mero fornitore, all’interno dell’ecosistema IoT».

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