
Un rivoluzionario sistema di raffreddamento per i chip basato sul raffreddamento fotonico, che migliora l’efficienza rispetto ai sistemi convenzionali ad aria e acqua riducendo i consumi energetici.
La tecnologia laser può contribuire al risparmio di energia e acqua per il raffreddamento dei data center, settore in rapida espansione ed estremamente energivoro, in cui oltre il 30% del fabbisogno energetico serve a mantenere costante la temperatura delle apparecchiature elettroniche.
Si tratta di un’applicazione molto specifica: i laser sono generalmente utilizzati nelle applicazioni ad alta temperatura, ma concentrando un raggio di frequenza specifica su un bersaglio molto piccolo, nell’ordine delle centinaia di micron, si possono ottenere temperature molto basse.
Super-freddo microscopico
Le tecnologie che sfruttano la luce invece dell’elettricità sono già molto diffuse, ad esempio nell’elaborazione dati, nelle comunicazioni, nella sicurezza e nella ricerca applicata. Il laser è utilizzato nei computer quantistici, ad esempio, ma lo sviluppo di una tecnologia a larga diffusione potrebbe rivoluzionare il settore ICT.
Il raffreddamento laser si basa sul cambiamento di momento di minime quantità di materia, con assorbimento e ri-emissione dei fotoni, che riduce il moto casuale delle particelle abbassando la temperatura. L’obiettivo è realizzare piastre fredde fotoniche di dimensioni microscopiche, in grado di integrare e sostituire i sistemi tradizionali e di recuperare il calore sotto forma di emissione luminosa, per trasformarlo in elettricità.
Pioniera della nuova tecnologia laser per la regolazione termica dei chip, la startup statunitense Maxwell Labs sta collaborando con Sandia National Laboratories e The University of New Mexico, per la ricerca e sviluppo di un sistema di raffreddamento fotonico dedicato ai chip.







