I contatori intelligenti guidano il mercato dell’IoT italiano

IoTI bilanci si stilano di solito in concomitanza di anniversari particolari. È il caso dei primi venti anni compiuti da quello che fu definito “Internet of Things” (IoT), l’internet delle cose.

L’insieme di tecnologie che permettono agli oggetti di dialogare tra loro e di obbedire a comandi a distanza (IoT) ha spento venti candeline. Questa ricorrenza ha rappresentato l’occasione per presentare i dati dell’Osservatorio IoT, dello School of Management del Politecnico di Milano in un convegno organizzato per capire dove siamo e dove stiamo andando tra domotica, automobili che comunicano con gli smartphone e processi aziendali ottimizzati da impianti “intelligenti”.

Un dato vale su tutti: il mercato italiano dell’IoT cresce a doppia cifra segnando un aumento del 35% nel 2018 rispetto al 2017 e raggiunge un valore complessivo di 5 miliardi di euro. Si tratta di una tendenza iniziata nel 2016, quando si registrò un incremento del 40% rispetto al 2015, e che è proseguita nel 2017 con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, come indicato in figura 1. Una crescita molto rilevante quella del 2018 dicono gli esperti, ma allineata a quella registrata in molti paesi evoluti dove può variare dal 25 al 40%.

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FIGURA 1. La crescita del mercato IoT nel 2018.
Smart metering in ascesa

Ma quali sono le ragioni che determinano questo particolare andamento di mercato? Per quanto riguarda l’Italia è un trend determinato dalla diffusione dei contatori di ultima generazione sia per il gas sia per l’energia elettrica, la cui installazione è prevista dalle normative di settore. Nel solo 2018 sono stati istallati ben 4 milioni di smart meter gas e 5,2 milioni di smart meter elettrici nelle case e nei condomini italiani.

Oggi quindi il 43% dei contatori del gas e il 22% di quelli elettrici sono di nuova generazione e capaci di interagire a distanza con le compagnie erogatrici di queste utility. Il che rende ragione del fatto che circa la metà del fatturato dell’IoT nazionale sia generato da queste applicazioni. Attenzione, dicono gli esperti, non si tratta di un risultato isolato, ma di un trend che proseguirà nei prossimi anni. Nel corso del 2019 si stima infatti che saranno istallati altri 4 milioni di nuovi contatori gas e altri 5,8 milioni di contatori elettrici. A ciò si aggiungeranno i contabilizzatori di calore: dall’autunno 2002 quelli di nuova installazione dovranno essere gestibili in remoto, obbligo che dovrà essere esteso anche a quelli precedentemente montati, entro il 2027.

LE AUTOMOBILI 'INTELLIGENTI'
Sempre più vicini a poterci mettere al volante di una supercar come la K.I.T.T. guidata da David Hasselhoff nell’omonima serie cult degli anni Ottanta, quello delle smart car è un fenomeno destinato a evolvere velocemente. I mercato nazionale vale oggi più di un miliardo di euro, in aumento del 27% rispetto al 2017. Oltre un terzo dei veicoli italiani possiede almeno un tipo di connessione, prevalentemente di tipo GPS/GPRS per la localizzazione della vettura e per finalità assicurative. Anche se la crescita di questo segmento di mercato è determinata dalle automobili nativamente connesse, cioè quelle che escono dalle case produttrici già dotate di connessioni tramite SIM o Buethooth. Anche in questo caso si stima che la crescita continuerà anche nei prossimi mesi sia grazie all’obbligo normativo dell’e-call, che prevede che i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri siano in grado di allertare automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidente, sia per l’interesse sempre più spinto mostrato verso il comparto automobilistico da parte dei big player tecnologici quali Google e Amazon per integrare dei sistemi di smart speaking negli abitacoli. Il colosso di Mountain View (Google) sta lavorando per far interagire l’auto con dispositivi e asset di diverso tipo come le colonnine di ricarica per le auto elettriche. Il leader delle consegne a domicilio (Amazon), invece pensa di puntare su Echo Auto, un dispositivo da istallare sulle auto già in circolazione e da integrare direttamente in quelle di nuova produzione.
Smart home e assistenti vocali

Ma sono le applicazioni dedicate alla casa (smart home) quelle che colpiscono maggiormente per il loro incremento: ben 52% in più rispetto al 2017 che questo segmento di mercato guadagna grazie al lancio degli home speaker avvenuto lo scorso anno. Google Home e Amazon Echo l’hanno fatta da padrona ed è probabile che continueranno a trainare la crescita della voce “smart home” anche nel 2019 (figura 2). Queste soluzioni, evidenziano gli esperti del politecnico di Milano, stanno facendo anche da traino per altri oggetti smart legati alla domotica in ambito riscaldamento e illuminazione.

IoT: crescita timida ma costante

Balza all’occhio anche la performance della voce “smart factory”, cioè delle applicazioni dell’IoT alle aziende, che cresce del 40%. In questo caso si tratta per lo più dell’utilizzo di dati restituiti dai macchinari per predire lo stato di usura e la necessità di manutenzione o delle tecnologie che permettono la tracciabilità dei prodotti semilavorati o finiti all’interno della filiera produttiva di riferimento.

Secondo gli analisti, però, si tratta di una diffusione ancora piuttosto limitata frenata soprattutto dalla mancanza di know-how su come utilizzare le nuove tecnologie e soprattutto su come analizzare le informazioni contenute nei dati per poi tradurle in dati da convertire in strategia di business. Se ciò avviene nelle aziende più strutturate, vale ancor di più per le piccole e medie imprese (PMI), anche in ragione di minori possibilità di investimento. Tuttavia, sottolinea la ricerca del politecnico, ci si aspetta che la diffusione dell’IoT nelle aziende cresca anche nel 2019, in virtù della proroga degli incentivi fiscali in tema di formazione, super e iperammortamento prevista dalla Legge di Bilancio 2019.

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FIGURA 2. L’evoluzione degli ambiti applicativi dell’IoT.
In futuro ci sarà l’In-Thing Purchase

Volendo guardare al domani, l’Internet of Things si trasformerà nell’Inthing purchase, che in italiano significa passare dalla connessione di prodotti anche diversi tra loro, alla fornitura di servizi che il consumatore può acquistare per aumentare la performance dei propri prodotti digitali. In modo analogo a quanto avviene oggi acquistando servizi che migliorano le funzionalità di un’app, in futuro sarà possibile attivare nuove funzionalità degli oggetti connessi alla rete. E gli esempi non mancano, anche se alcuni appaiono futuribili. Ad esempio acquistare l’upgrade della potenza del motore di un’automobile oppure la durata della batteria di un veicolo elettrico, attivandola con un semplice pagamento.

Ancora, potrebbe essere possibile attivare funzioni di dispositivi indossabili per la salute che, oltre a misurare i parametri biometrici dei pazienti (ad esempio, pressione e battito cardiaco), ricordino di assumere correttamente i medicinali. Futuribili, ma che gli esperti dicono saranno presto realtà. Del resto, siamo ormai abituati a una realtà che supera di gran lunga l’immaginazione e persino la fantascienza. E in tempi sempre più rapidi.

LE PAROLE DA CONOSCERE
Smart building: gestione automatica degli impianti e dei sistemi dell’edificio (ad esempio quelli per l’illuminazione e la climatizzazione) per il risparmio energetico, il comfort, la sicurezza dello stabile e delle persone al suo interno.
Smart car: connessione delle auto per comunicare informazioni in tempo reale al consumatore, connessione tra veicoli o tra questi e l’infrastruttura circostante per la prevenzione e la rilevazione di incidenti, l’offerta di nuovi modelli assicurativi e/o di informazioni geo-referenziate sulla viabilità.
Smart city & Smart environment: monitoraggio e gestione degli elementi di una città (ad esempio i mezzi per il trasporto pubblico, l’illuminazione pubblica, i parcheggi) e dell’ambiente circostante (ad esempio fiumi, boschi, montagne) per migliorarne vivibilità, sostenibilità e competitività.
Smart factory: adozione di cyber physical systems, connessione dei macchinari, degli operatori e dei prodotti per abilitare nuove logiche di gestione della produzione e di pianificazione della supply chain.
Smart health: monitoraggio di parametri vitali da remoto, riducendo il ricorso all’ospedalizzazione, a fini diagnostici e di cura; localizzazione dei pazienti in modo da garantirne la sicurezza.
Smart home: soluzioni per la gestione in automatico e/o da remoto degli impianti e degli oggetti connessi dell’abitazione, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici e migliorare il comfort, la sicurezza dell’abitazione e delle persone al suo interno.
Smart logistics: tracciabilità di filiera, protezione del brand e monitoraggio della catena del freddo, sicurezza in poli logistici complessi e gestione delle flotte.
Smart metering & Smart grid: contatori connessi (smart meter) per la misura dei consumi (elettricità, gas, acqua, calore), la loro corretta fatturazione e la telegestione; rete elettrica intelligente (smart grid) per ottimizzare la distribuzione, gestendo produzione distribuita e mobilità elettrica.

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