La Smart City come scudo contro la pandemia

L’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi di Milano ha tenuto un incontro online con ospiti e testimonianze per disquisire su come le tecnologie digitali smart a livello urbano possano contribuire a innovare il sistema economico, sociale, amministrativo e sanitario, per gestire l’emergenza in atto e aumentare la resilienza verso i rischi futuri.

La pandemia causata dal Covid-19 e le misure di contenimento messe in atto dai Governi hanno cambiato la vita di milioni di cittadini in ogni parte del mondo, con profonde conseguenze economiche, sociali e ambientali.

La gestione dell’emergenza ha reso necessaria una rapida trasformazione di numerosi servizi e abitudini di consumo, con un ricorso significativo a sistemi digitali e modalità di fruizione a distanza, che potranno perdurare anche nella fase post-emergenza.

Le smart citiy sono per definizione orientate a favorire l’uso di sistemi e servizi digitali, e possiedono risorse e infrastrutture strategiche per promuoverne un loro utilizzo su diversi fronti.

La crisi in atto può costituire un acceleratore dei cambiamenti e innovazioni che si stanno verificando a livello urbano, contribuendo a un’ulteriore evoluzione del concetto di smart city.

Il dopo pandemia

Edoardo Croci, coordinatore Osservatorio Smart City, GREEN Università Bocconi, ha illustrato quali provvedimenti avvicineranno molte delle nostre città al concetto di smart city alla luce degli effetti della pandemia sulle città. Diverse organizzazioni stanno mappando e analizzando le misure attuate a livello urbano per rispondere all’emergenza Covid-19 con l’obiettivo di ispirare altre realtà ad applicare le misure più innovative e stimolare la collaborazione tra città. Le tecnologie smart svolgeranno un ruolo fondamentale nell’abilitare e nel supportare nuovi servizi, tenendo conto sia degli aspetti economici sia di quelli sociali.

«Nonostante i tanti mali che ha portato Covid-19, l’abbassamento dell’inquinamento dell’aria a livello internazionale ha fatto stimare una riduzione di 15.000 morti per il miglioramento della qualità dell’aria, un aspetto di cui si dovrà tenere conto» ha affermato Croci.

Covid-19 e inquinamento dell’aria. Concentrazioni di NO2 in Italia (Fonte Royal Netherlands Meteorological Institute-ESA, 2020).
Nuovi stili dell’abitare

Il ripensamento della dimensione urbana farà accelerare il trend di richiesta di residenze con determinati canoni abitativi. Non a caso le misure governative per la ripresa post-covid ha previsto un innalzamento delle detrazioni per la riqualificazione edilizia, allo scopo di scalare almeno due classi energetiche e migliorare il rendimento energetico delle abitazioni.

Stefano Da Empoli, Presidente, I-Com, ha ribadito la necessità della rigenerazione urbana e di come il tema della salute e della qualità dell’ambiente siano temi chiave per la città nella fase di ripresa.

Per Mario Abbadessa, Senior Managing Director Hines Italy, il mondo cambierà e con esso anche il mercato immobiliare, poiché i grandi eventi accelerano i trend già in atto favorendo i presupposti per ripartire in maniera più sana. «È chiaro, afferma Abbadessa, che il prossimo problema sarà quello dell’inquinamento ambientale, quindi sarà necessaria una rielaborazione dei nostri sistemi costruttivi e incrementare l’edilizia a emissioni zero».

La distribuzione elettrica in situazioni di emergenza

Antonio Cammarota, Responsabile tecnologie di rete E-Distribuzione, ha illustrato come il processo di digitalizzazione del gruppo Enel sia stato determinante nella gestione dell’emergenza. Per fronteggiare il lockdown, che ha determinato un calo dei consumi del 25%, il ruolo dell’operatore di distribuzione è stato quello di garantire la continuità del servizio elettrico.

«Sin dalle fasi iniziali dell’emergenza abbiamo agito istituendo un comitato di crisi permanente, aumentato il livello di smart working fino all’80%, predisposto i dispositivi di protezione individuale e limitate le attività a quelle essenziali. Grazie al percorso compiuto negli ultimi vent’anni abbiamo potuto intervenire con il telecontrollo, l’automazione della rete e lo Smart Metering, ovvero la gestione remota della misura, grazie alle 200 cabine primarie tutte controllabili da remoto e a 445.000 cabine secondarie di trasformazione dalla media alla bassa tensione, in gran parte automatizzate».

L’andamento dei consumi elettrici a seguito dell’impatto da Covid-19. Fonte E-distribuzione

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