Servizio TV in un impianto multiservizio FTTH di Televés

Televés Italia presenta il trasmettitore ottico WDM FiberKom e il ricevitore ottico WDM con 4 uscite RF per trasportare i segnali Tv terrestri e satellitari su una sola fibra ottica di un impianto multiservizio ottico centralizzato.

Un impianto multiservizio FT­TH (Fiber To The Home) è l’infrastruttura fisica mul­tiservizio passiva interna a un edificio per impianti di comunica­zione elettronica ad alta velocità in fi­bra ottica quali TV, Telefonia, Dati. La Legge 164/2014 e la Norma CEI 306-22 prescrivono adeguati spazi instal­lativi, con punti di accesso dal tetto e dalla base dell’edificio, e con una rete di distribuzione dei servizi passiva, su cavi in fibra ottica monomodali. I se­gnali in entrata sono gestiti da appositi dispositivi provenienti dal tetto (se te­levisivi), dall’esterno (per internet e te­lefonia) o dall’interno dell’edificio (per videosorveglianza e domotica).

INFRASTRUTTURA FISICA MULTISERVIZIO PASSIVA

Impilati ai moduli CSOE (vedi box) si installano i Ripartitori Ottici di Edifi­cio (ROE), punto di separazione tra la rete di distribuzione dei servizi e la re­te d’utente. Quelli dei servizi TV sono collegati tramiti un cavo ottico monomodale di almeno 8 fibre al Terminale Di Testa (TDT) installato presso il va­no tecnico posto in testa all’edificio. Le parti terminali del cablaggio mul­tiservizio, dove vengono terminati i cavi ottici che partono dai CSOE, so­no le Scatola di Terminazione Ottica di Appartamento (STOA), tipicamente installate nei Quadri di Distribuzione dei Segnali di Appartamento (QDSA). Questi costituiscono il centro-stella dell’unità abitativa, nel quale conver­gono i cavi in rame provenienti dalle prese TV, telefoniche e dati, e dove si installano, oltre alla STOA, gli appa­rati per la gestione dei segnali stessi, come i ricevitori ottici TV.

APPARATI ATTIVI PER IL SERVIZIO TV

Il trasmettitore (TX) con miscelazio­ne WDM ottico e il ricevitore (RX) con demiscelazione, dotato di 4 connettori di uscita a cui collegare le prese demix dell’abitazione, con­sentono la distribuzione del servizio TV. Il TX ottico va collocato nell’ar­madio contenente la centrale di e­laborazione dei segnali TV presente nell’impianto e trasporta il segnale TV terrestre, unito a una selezione satellitare monocavo in una finestra ottica; potendo miscelare in una se­conda finestra ottica un intero se­gnale SAT. Al TX collegare il segnale TV in uscita dalla centrale e la fibra ottica proveniente dall’LNB ottico satellitare. Mediante una bretella ottica, l’uscita ottica va collegata a una delle 8 fibre attestate sul TDT per giungere alle STOA installate nei QDSA dell’unità abitative dell’e­dificio: in questi ultimi vengono an­corati gli RX ottici. L’RX demiscela i 2 segnali ottici ricevuti, inoltrando sul connettore ottico di uscita il solo segnale a 1310 nm, e riconvertendo in RF quello a 1550 nm. Sulle sue 4 uscite RF sono presenti il segna­le TV terrestre e quello satellitare monocavo. Tramite una bretella ot­tica monomodale connettorizzata SC/APC, lo si collega all’uscita ser­vizio TV+SAT sulla STOA. L’RX può alimentare un eventuale RX SAT e miscelare in ingresso la sua uscita SAT dCSS dinamica. Tramite l’appo­sito switch, si imposta in modalità dCSS statico o dinamico. Le prese TV demiscelate dell’appartamento vanno collegate direttamente alle 4 uscite del RX.

L’installazione passo-passo

I CONSIGLI PER L’INSTALLATORE
Gianluca Dragone, Responsabile Tecnico di Televés Italia.

«Il Centro Servizi Ottici di Edificio (CSOE) è il cuore del cablaggio multiservizio. È qui che i segnali in entrata all’edificio vengono raccolti e convergono per essere distribuiti su fasci di fibre ottiche dirette a ciascuna unità immobiliare. Solitamente è situato in un luogo accessibile dai tecnici degli operatori broadband, nella parte inferiore dell’edificio, ed è composto da armadi modulari sovrapponibili a 2 scompartimenti: uno in cui si realizzano le giunzioni dei cavi contenenti un minimo di 4 fibre monomodali dirette a ogni appartamento eunodi permutazione, garantendo l’identificazione univoca dei collegamenti alle distinte unità abitative».

 

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