Sulle rotaie del successo, la storia di Werner Von Siemens

Non sempre conosciamo gli uomini nascosti dietro ai primati della scienza e della tecnologia, Werner Von Siemens è tra questi, oggi lo riammettiamo nell’olimpo delle grandi menti del XIX secolo.

Per l’Esposizione dell’Elettricità di Parigi 1881 fu costruita una stazione ferroviaria da cui traeva origine, dal basso del Viale dei Champs Élysées, una linea ferrata che arrivava fin nei pressi del palazzo dell’Esposizione. Certamente una “ferrovia” non era una novità infatti, già nei primi anni dell’800, venivano utilizzate nelle miniere inglesi per il trasporto dei materiali estratti; all’epoca però i convogli erano trainati da cavalli. A correre sulle rotaie fu una locomotiva alimentata da corrente elettrica, presentata a Parigi come una rivoluzionaria invenzione.

Prima di questa scoperta il motore era posizionato sulla stessa motrice ed era praticamente costretto a trascinare, oltre al convoglio, anche sé stesso. Al contrario, nella trazione elettrica, la locomotiva non doveva sopportare se non il peso della macchina elettromagnetica ricevitrice, il generatore di elettricità poteva trovarsi in un qualsiasi luogo e la corrente, grazie alle ormai consolidate capacità di trasporto, correva lungo un filo per arrivare al motore stesso.

rotaie elettriche
TRANVIA elettrica di Werner von Siemens all’Esposizione di Parigi. Immagine tratta dal testo “Le nuove conquiste della scienza” di Luigi Figuier edito da Sonzogno editore nel 1884.
Esperimenti elettrici

L’invenzione era davvero rivoluzionaria e può ben comprendersi il perché, il problema era un altro: non era una novità assoluta, questo tipo di ferrovia a trazione elettrica era già stata sperimentata. Nel maggio 1881, qualche mese prima rispetto all’Esposizione di Parigi, una locomotiva ad alimentazione elettrica aveva coperto una distanza di circa 2450 metri tra la scuola dei Cadetti di Berlino e Lichtenfeld.

Il prototipo, dovuto alla geniale mente di Ernst Werner von Siemens, trasmetteva l’elettricità dalla macchina sorgente a quella ricevitrice posta sulla locomotiva attraverso una sbarra di ferro, posizionata tra le due rotaie isolate su pezzi di legno, sulla quale, passando, sfregavano delle lamine flessibili collegate alla macchina ricevitrice.

Intralci di percorso

La sua installazione non fu priva di problemi infatti, l’idea di far attraversare le strade cittadine da una ferrovia elettrica, non era stata presa molto bene dai berlinesi al punto che anche l’imperatore Guglielmo II di Prussia si era apertamente opposto a questa realizzazione. Ma Werner era un inventore abituato fin da giovane a combattere, non si fece impressionare e andò dritto per la sua strada, tanto che il giorno dell’inaugurazione, tra un pubblico sorpreso e curioso, si dice che davanti al convoglio abbia pronunciato le parole latine “Surge et ambula” (alzati e cammina).

Anche per l’esposizione di Parigi la strada fu ardua! La polizia municipale impose che le rotaie fossero disposte allo stesso modo delle tranvie con l’aggiunta di scanalature interne. Inoltre, per la trasmissione dell’energia tra la sorgente e la macchina posta sulla locomotiva, furono costretti a piantare dei pali lungo il percorso sui quali poggiare due fili e due tubi a scanalatura che seguivano l’altezza del convoglio. Il collegamento fu realizzato attraverso due strofinatori a rotelle che scorrevano all’interno dei tubi e una doppia corda che seguiva la motrice passando attraverso le scanalature dei tubi. Il motore dinamo-elettrico fece così muovere la motrice con una velocità di 17 km/h.

LA NASCITA DI UN IMPERO
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RITTRATTO fotografico di Ernst Werner Von Siemens di Giacomo Brogi.

Nel 1884, oltre alla Berlino-Lichterfeld, erano presenti in Europa diverse ferrovie alimentate a trazione elettrica come: la Sandwort-Kostverloren (Olanda) 2100 metri, la Bush-Bushaven (Irlanda) 10 km e la tramvia elettrica nelle miniere di carbon fossile di Dankerode (Svezia). Il tempo della “vecchia” locomotiva a vapore era finito. La lungimiranza e l’ingegno di Werner Von Siemens suscitarono quindi l’interesse degli europei ma l’inventore della ferrovia elettrica non aveva certo esaurito la sua incredibile vena… Compiuti i sui studi a Lubecca, a 18 anni si arruolò nell’artiglieria prussiana, dove rimase fino al 1849, anno in cui abbandonò le armi per dedicarsi esclusivamente alle sue invenzioni. Dopo aver progettato e posato linee telegrafiche sotterranee in tutto l’est europeo e conseguita già notevole fama, fu ammesso tra i membri della Accademia di Berlino. Quindi, nel 1850, fondò l’officina Siemens & Halske destinata poi a diventare, col solo nome Siemens, il colosso mondiale che ancora oggi conosciamo.

Una famiglia ingegnosa

Werner fu degnamente seguito su questa strada dai suoi fratelli che, dopo la morte del padre, aveva provveduto a far studiare con i suoi primi guadagni, portandoli tutti a un’ottima formazione scientifica. Carl Wilhelm von Siemens, meglio conosciuto come Sir William Siemens e altrettanto ingegnoso nel settore elettrico, creò a Londra un’officina simile a quella del fratello Werner e operante in simbiosi con quella di Berlino.

Le sue invenzioni e le relative applicazioni furono allo stesso modo numerose e importanti, tra queste citiamo il contatore ad acqua e il fornello a gas rigeneratore. Quest’ultimo in particolare condusse alla scoperta di un nuovo processo di fabbricazione dell’acciaio e permise al suo inventore di essere riconosciuto come prima autorità nel campo dell’energia elettrica in Inghilterra, tanto che la Regina gli conferì i titolo di Cavaliere e la maggior parte delle società scientifiche d’Europa lo nominarono loro membro. Werner e Wilhelm per tutta la vita furono accompagnati nelle loro attività dagli altri due fratelli, Carl Heinrich e Carl Friedrich, altrettanto validi e ingegnosi.

FOTO dei fratelli Siemens, tratta da “la mia vita, le mie invenzioni” Wernr von Siemens Longanesi & c.1970

I quattro fratelli non furono soltanto grandi inventori e incredibili industriali; oltre a sviluppare un’azienda senza grandi mezzi e appoggi di potenti, posero come obiettivo il progresso tecnico ma anche a quello sociale. Per volontà del fondatore Werner tutte le sedi Siemens da loro create, comprese quelle di Londra e Pietroburgo, adottarono una serie di iniziative a favore di tutti i dipendenti che furono considerati come collaboratori e non più come “dipendenti”. Insieme i fratelli Siemens, grazie al loro fertile ingegno e alla loro lungimiranza, crearono quella società Siemens che oggi è tra i colossi mondiali dell’ingegneria elettrica. Nella sua autobiografia Werner von Siemens, conclude con questa frase: “…. Credo che sarà istruttivo e di incitamento per i giovani vedere che un uomo, anche senza aver ereditato beni di fortuna e senza protezioni influenti, privo persino di una regolare preparazione, può, soltanto col proprio lavoro, emergere e realizzare qualcosa di utile”.

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