Anima Confindustria – Materie prime: ancora criticità negli approvvigionamenti

L’osservatorio congiunturale di Anima Confindustria mostra come, sebbene nell’ultima parte dell’anno si sia confermata una ripresa in ambito economico e sociale, la penuria di commodity, di semiconduttori e di microchip, unitamente all’esplosiva crescita dei costi logistici ed energetici, rappresentano comunque una minaccia incombente.

A questo proposito, così commenta Pietro Almici, vicepresidente di Anima Confindustria: «Le aziende della meccanica stanno vivendo un periodo di oggettiva ripresa, ma i problemi dei prezzi e della scarsità delle materie prime continuano ad affliggerle. A ciò si aggiunge il rincaro straordinario dei costi energetici, che sta impattando sulle imprese, costringendole a riconsiderare le proprie attività produttive. Attualmente la situazione è confusa: proprio quando le aziende avevano consolidato la prospettiva di una stabilizzazione dei prezzi, è sopravvenuta la componente energetica a scuotere nuovamente i mercati.

Come confermato dall’ultima analisi del Centro studi di Confindustria, la produzione industriale ha infatti registrato un rallentamento nel terzo trimestre del 2021, con una crescita del +1,0%. Apprezziamo i tentativi del Governo di porre un freno ai rincari, ma considerata la situazione a livello globale, l’Europa dovrebbe muoversi in maniera congiunta per proteggere maggiormente i mercati. Auspichiamo che questo peggioramento dello scenario sia momentaneo e non comprometta la ripresa in atto».

L’analisi di Achille Fornasini – professore all’Università degli studi di Brescia e coordinatore dell’osservatorio congiunturale di Anima Confindustria – evidenzia come la corsa agli approvvigionamenti post-lockdown abbia generato un anomalo squilibrio tra domanda e offerta, che ha innescato repentini rialzi dei prezzi di gran parte delle materie prime destinate alla trasformazione industriale.

«Ma oltre a questo fenomeno – dichiara Fornasini – è recentemente balzato alla ribalta il gas naturale, che ha visto le sue quotazioni registrare record storici a ripetizione con ripercussioni immediate sui costi di produzione dell’energia elettrica. Il solo costo della materia prima, peraltro, non spiega l’aumento della bolletta elettrica recentemente mitigato dal Governo: occorre infatti tener conto anche del forte rincaro subito dal costo del “permesso di inquinare” richiesto dalle politiche antinquinamento da CO2 intraprese dall’Unione Europea, purtroppo preda della speculazione finanziaria».

Fornasini prosegue: «Persistono dunque sia i rialzi dei prezzi e dei noli, sia i rallentamenti negli approvvigionamenti di materie prime e di componenti basilari come i microchip, la cui penuria sta pesando su diversi comparti industriali: un difetto di offerta che rappresenta l’esito dell’effetto “frusta” formatosi quando al brusco calo di domanda causato dal lockdown è seguito il repentino recupero planetario. Si è così provocato lo stress delle catene di fornitura, soprattutto quelle lunghissime e polarizzate come quelle dedicate appunto alla produzione dei circuiti elettronici miniaturizzati».

Focus sul mercato dei metalliAlberto Xodo del London Metal Exchange e relatore al “Focus Materie Prime” di Anima descrive la situazione attuale: «Negli ultimi due anni i mercati dei metalli, e più in generale delle materie prime, sono stati caratterizzati da un’estrema volatilità dei prezzi. Questa situazione ha reso il business case per la gestione del rischio dei prezzi ancora più urgente, e ha sostenuto lo sviluppo dei mercati futures per l’acciaio».

Ma la volatilità dei prezzi non è l’unico tema sotto i riflettori per il settore dei metalli in questo periodo. «Temi quali sostenibilità, diffusione dei veicoli elettrici e l’emergenza di piattaforme digitali di acquisto – conclude Xodo – sono alcuni dei nuovi trend che il London Metal Exchange sta affrontando con una gamma di nuovi servizi e iniziative».

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