L’utilizzo corretto delle SIM multioperatore nei dispositivi IoT

Le SIM multioperatore sono sempre più utilizzate all’interno di dispositivi IoT e quindi risulta necessaria una guida chiara e strutturata per il loro corretto utilizzo, evidenziando le differenze sostanziali rispetto ai prodotti mono-operatore e indicando le pratiche tecniche da adottare per una messa in servizio efficiente e senza criticità.

L’impiego di SIM multioperatore all’interno di dispositivi IoT è una soluzione sempre più diffusa per garantire connettività stabile, ridondante e indipendente da un singolo operatore. Tali SIM, a differenza di quelle tradizionali, sono progettate per funzionare in modalità roaming permanente, sfruttando dinamicamente la rete mobile disponibile con la migliore copertura in quel momento.

Dal punto di vista tecnico, l’utilizzo delle SIM multioperatore comporta una serie di implicazioni operative che devono essere considerate in fase di installazione e configurazione dei dispositivi IoT.

Le caratteristiche

Le SIM multioperatore sono progettate per operare indipendentemente da un singolo operatore di rete mobile, attraverso l’accesso simultaneo o selettivo a più reti disponibili sul territorio. Questa architettura nasce per rispondere alle esigenze di continuità del servizio e ridondanza nella trasmissione dati, particolarmente rilevanti in applicazioni IoT e M2M.

Le principali caratteristiche tecniche distintive rispetto alle SIM mono-operatore sono le seguenti:

  • funzionamento in roaming permanente: operano esclusivamente in modalità roaming, ovvero non si appoggiano mai a un operatore locale ma stabiliscono la connessione come entità esterna alla rete. Per questo motivo, il dispositivo IoT deve avere esplicitamente abilitata l’opzione di roaming dati. In alcuni casi questa opzione è automatica mentre in altri è necessario intervenire manualmente;
  • numerazione internazionale: sono tipicamente associate a una numerazione internazionale (non italiana), assegnata da un operatore di un Paese UE o extra-UE. Di conseguenza, le chiamate in entrata devono includere il prefisso internazionale completo e i dispositivi che utilizzano queste SIM devono saper gestire e riconoscere correttamente tale formato;
  • accesso multiplo e dinamico alle reti: sono configurate per selezionare automaticamente la rete con la miglior copertura tra quelle disponibili, secondo criteri di intensità del segnale, priorità configurata a livello SIM, disponibilità momentanea della rete;
  • APN dedicati: richiedono la configurazione di un Access Point Name specifico che consente l’instradamento corretto del traffico dati, l’autenticazione del dispositivo e la gestione delle politiche di cambio;
  • integrazione con dispositivi IoT: non tutti i dispositivi IoT sono predisposti per gestire nativamente SIM multioperatore. È quindi necessario verificare la compatibilità con il roaming, aggiornare eventuali firmware, adattare le configurazioni per tenere conto della numerazione internazionale.

Buone pratiche per l’installazione

L’adozione di SIM multioperatore in dispositivi IoT richiede una particolare attenzione durante la fase di installazione. Innanzitutto, è bene sapere che non tutti i dispositivi IoT sono predisposti per la gestione corretta delle SIM in roaming permanente. È quindi fondamentale, in primo luogo, consultare la documentazione tecnica del produttore del dispositivo e accertarsi che il firmware supporti la gestione del roaming e non imponga blocchi verso SIM con numerazione estera o profili IMSI multipli.

Successivamente, bisogna anche valutare la presenza di opzioni di APN, SMSC e rubriche internazionali all’interno del menù di configurazione. Qualora il dispositivo mostri comportamenti anomali (es. mancata registrazione sulla rete, SMS non inviati, blocchi durante le chiamate), è raccomandabile aggiornare il firmware all’ultima versione disponibile; ripristinare i parametri di rete, rimuovendo eventuali configurazioni legacy memorizzate da SIM precedenti; eseguire un ciclo completo di spegnimento/riavvio dopo ogni modifica alle impostazioni.

Prima della messa in servizio definitiva, è buona prassi eseguire anche un collaudo completo che comprenda anche la verifica del corretto aggancio alla rete, l’invio e la ricezione di SMS di test e la simulazione di eventi per assicurare la reattività del sistema.

Infine, è consigliabile redigere una scheda di configurazione per ogni installazione eseguita con SIM multioperatore. Questa scheda deve riportare al suo interno il codice ICCID della SIM installata, i parametri configurati, l’operatore utilizzato in fase di test, il log di test funzionali e la data e la firma dell’installatore.

Questo approccio consente una gestione centralizzata del parco SIM e una diagnosi più rapida in caso di anomalie future. Ovviamente nulla di tutto questo sarà necessario se il fornitore delle SIM fornisce già un portale di gestione.

In conclusione

L’impiego delle SIM multioperatore nei dispositivi IoT rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata per garantire continuità di servizio, ridondanza della connettività e maggiore resilienza operativa in contesti critici o decentralizzati. Tuttavia, per sfruttare appieno tali potenzialità, è essenziale adottare una configurazione accurata e conforme alle specifiche tecniche richieste da questo tipo di SIM.

Come illustrato nei paragrafi precedenti, l’abilitazione del roaming, la corretta impostazione dell’APN, l’utilizzo di formati internazionali per numerazioni e SMS, nonché l’esecuzione di test funzionali preliminari, costituiscono passaggi imprescindibili per una messa in servizio
affidabile.

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