L’installatore a tavola: libro “La dieta dei mestieri”

Il regime alimentare incide in modo importante per il benessere nel contesto della professione svolta. E se si tratta di un installatore elettrico, in azione tutto il giorno e quindi soggetto a grande dispendio energetico, la dieta seguita risulta ancora più determinante.

Il libro “La Dieta dei Mestieri – Dimmi che lavoro fai e ti dirò cosa devi mangiare”, edito da Tecniche Nuove, è stato realizzato da Eleonora Buratti, giornalista, scrittrice, sociologa aziendale e studiosa dei comportamenti alimentari, in collaborazione con Carlo Giolo, che dal 2009 lavora al progetto Rischio Alimentazione®.

La pubblicazione, che punta i riflettori sul rapporto cibo-lavoro, è nata con l’intento di essere la prima specifica ed esauriente pubblicazione sull’argomento ed è frutto di un’approfondita ricerca iniziata circa dieci anni fa.

L’esperta in materia ci ha spiegato come ovviare con i “Congenial Food” ai fattori di rischio dell’installatore elettrico: stare molto in piedi e lo specifico microclima.

Una questione di sicurezza

Per giungere al tipo di alimentazione che potesse ridurre quei rischi specifici, gli autori sono partiti da un approccio multidisciplinare comprendente storia, scienza dell’alimentazione e studio del documento di valutazione dei rischi in azienda, stabilito dal D.Lgs. 81/08 sulla Sicurezza sul lavoro. «La definizione di salute così come indicata nel decreto si è evoluta negli anni. Non si riferisce più alla sola “assenza di malattia”, ma si tratta di un benessere psico-fisico e sociale che contempla anche gli stili di vita, quindi anche il tipo di alimentazione».

La ricerca

Per scattare una fotografia puntuale delle abitudini alimentari e individuare la modalità più idonea di approfondimento mediante formazione, è stato somministrato il questionario “WorkFood”, utilizzato per valutare indicatori oggettivi, organizzativi e personali del lavoratore rispetto al tipo di mansione svolta. Si tratta di uno strumento per misurare il rischio che cambia da azienda a azienda e da mansione a mansione, e che restituisce un risultato che può indicare un rischio basso, medio o alto.

«In caso di rischio alto, si interviene con azioni formative mirate a insegnare i giusti comportamenti alimentari, ma anche suggerendo un sostanziale cambiamento nella gamma di prodotti erogati dai distributori automatici nelle aziende o nei menu delle mense e quindi nelle abitudini giornaliere dei lavoratori».

La dieta specifica

Stare in piedi, lo sforzo fisico e il microclima presso gli impianti elettrici sono fattori di rischio e, al tal proposito, occorre affiancare ai DPI, i dispositivi di protezione individuale, anche i DPIm, quindi i dispositivi di protezione immunitaria che possono essere forniti soltanto da un’alimentazione mirata.

Entriamo nello specifico: stazionare per diverse ore in piedi con scarpe antinfortunistiche potrebbe creare problemi circolatori, tra cui l’insufficienza venosa. E qui, oltre a un’alimentazione equilibrata, potrebbero essere d’aiuto quegli alimenti chiamati “Congenial Food”, che per via delle loro proprietà aiutano a ridurre il rischio di tali patologie.

La pausa pranzo

La maggior parte degli infortuni avviene nelle ore post-prandiali, al momento quindi della ripresa del lavoro dopo la pausa pranzo. Si tratta di una tendenza riconducibile anche a un’alimentazione scorretta sia per porzioni sia per combinazioni, che porta a una digestione troppo lunga e pesante. La conseguenza è la sonnolenza e una minore attenzione durante le mansioni da svolgere. Quindi è fondamentale riuscire a strutturare in modo corretto il pasto del pranzo

LE REGOLE BASE PER UN’ALIMENTAZIONE CORRETTA

Alla base di ogni stile di vita sano ci sono delle indicazioni che chiunque dovrebbe seguire: consumare poco sale e poco zucchero, assumere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno di colori diversi per essere sicuri di non farsi mancare tutte le varie vitamine e proprietà nutritive che servono per il benessere del nostro corpo. Inoltre, niente fumo e limitare al massimo il consumo di bevande alcoliche.

ELEONORA BURATTI, autrice de “La dieta dei mestieri”

I 'CONGENIAL FOOD'
«Ai lavoratori che sono soliti stazionare tante ore in piedi, consigliamo un’alimentazione ricca di rutina, un bioflavonoide che aiuta la salute delle vene, presente in abbondante quantità nel grano saraceno e nei mirtilli, ma anche in frutta e verdura. Inoltre, gli operai e installatori potrebbero soffrire anche di tutti quei problemi legati microclima, soprattutto nella stagione estiva. Solitamente si parla di ambiente severo caldo in estate e il consiglio è di introdurre nei distributori automatici il karkadè, una bevanda consumata soprattutto nel caldo Egitto per le sue proprietà dissetanti e rinfrescanti».
Un altro consiglio dell’esperta è quello di eliminare i prodotti e le bevande gassate e zuccherate tipicamente presenti nei distributori automatici che invece di dissetare possono generare altra sete, e preferire quelli che riportano nell’etichetta la scritta “senza zuccheri aggiunti”.
«In estate, sarebbe un’ottima pratica portarsi una borraccia o un thermos da casa con acqua e pompelmo, oppure con acqua limone e menta, oppure con succo di pomodoro maturo con limone e una punta di sale marino integrale da sorseggiare durante le ore in un ambiente di lavoro caldo. Inoltre, sarebbe anche da adottare la buona abitudine di portarsi da casa quelli che noi chiamiamo “small break sano” per non arrivare particolarmente affamati all’ora di pranzo, come frutta fresca, secca o essiccata. La frutta secca, in particolare, deve essere consumata ogni giorno, magari al posto di una caramella o della pausa caffè. Infine, bisognerebbe evitare assolutamente spuntini con merendine industriali».

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