Impianto elettrico di un autorimessa, come installarlo in sicurezza

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L’impiantistica elettrica all’interno di un’autorimessa è solitamente poco complessa. Tuttavia, dal punto di vista burocratico, normativo ed amministrativo, può presentare qualche insidia in quanto la presenza di autoveicoli potrebbe determinare sia il rischio di incendio sia il pericolo di esplosione.

Il pericolo di esplosione è quello che potrebbe rendere l’impiantistica molto complessa e con costi proibitivi. Vediamo quali sono le ipotesi per cui possa a priori ritenersi scongiurato:

  • gli autoveicoli utilizzano come carburante la benzina, il gasolio, il GPL o il metano;
  • nell’autorimessa non sono presenti altre sostanze infiammabili oltre al carburante contenuto nei serbatoi degli autoveicoli (l’olio lubrificante non presenta pericolo di esplosione);
  • non vengono compiute operazioni di riempimento e svuotamento dei serbatoi;
  • non vengano effettuati interventi sui circuiti dei carburanti;
  • non accedono all’autorimessa autoveicoli con evidenti perdite di carburante;
  • siano attuate le prescrizioni riportate nel DM 1/2/86, con particolare riferimento all’efficacia della ventilazione;
  • gli autoveicoli in parcheggio siano in genere a motore spento, con il dispositivo di avviamento (chiave) disinserito o nella posizione di riposo;
  • gli autoveicoli siano omologati e mantenuti in efficienza (ossia sottoposti con esito positivo alle revisioni di legge).
  • Se una delle condizioni indicate non fosse soddisfatta, non è automaticamente detto che gli impianti debbano essere realizzati in conformità alla normativa dei locali con pericolo di esplosione, ma bisogna tuttavia procedere ad una valutazione dei rischi dovuti al pericolo di esplosione. Nel caso il pericolo di esplosione sia escluso, è necessario procedere unicamente, oltre che con quanto valido per gli impianti negli ambienti ordinari, con le misure aggiuntive descritte nel seguito.

Grado di protezione minimo e salvaguardia dagli urti
È sempre consigliabile adottare un grado di protezione IP mai inferiore a 44. I componenti devono essere opportunamente protetti contro gli urti. È consigliata un’altezza di installazione pari a 115 cm in quanto detta altezza garantisce sia l’abbattimento delle barriere architettoniche sia le esigenze funzionali di protezione meccanica. Occorre inoltre installare un numero di prese a spina sufficiente ad evitare il ricorso a prolunghe.

Lo sgancio d’emergenza
Nel caso in cui l’autorimessa sia pubblica oppure sia coperta di superficie superiore a 300 m2, occorre prevedere in posizione facilmente accessibile e/o in locale presidiato un comando per lo sgancio di emergenza. Qualora le parti comuni ed i singoli box siano alimentati con circuiti separati (caso tipico di un’autorimessa condominiale), il comando di emergenza dovrà togliere tensione a tutte le sorgenti di alimentazione.

Il livello di illuminamento medio richiesto
L’impianto di illuminazione deve garantire, a seconda del luogo di installazione, livelli di illuminamento e di comfort visivi sufficienti. Indicativamente si possono consigliare i seguenti valori tratti dalla norma UNI EN 12464-1:

Livelli di illuminamento richiesti per un’autorimessa

 

 

 

 

È sempre bene inoltre prevedere un impianto di illuminazione di sicurezza che dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla norma UNI 1838 (se la superficie è superiore a 60 m2 è sempre necessario prevedere almeno un illuminazione di sicurezza antipanico).

Quando il progetto è obbligatorio
Necessitano di progetto da parte di professionista iscritto all’albo è obbligatorio per le autorimesse:

  • di superficie superiore a 200 m2;
  • alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW;
  • che costituiscono un luogo a maggior rischio in caso d’incendio;
  • che costituiscono luogo classificato con pericolo di esplosione per la presenza di gas e/o polveri.

Luca Lussorio

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