Nuove alleanze

Gewa Italia e Anse 2000 insieme

figura a Gio Batta Chiappori
Gio Batta Chiappori, Presidente Gewa Italia

Gewa Italia e Anse 2000 stringono un’alleanza strategica che dovrebbe evolversi nel nuovo anno in una completa integrazione. Il primo step è la costituzione di un coordinamento commerciale composto da  entrambe le compagini

Il meeting di Gewa Italia svoltosi a Milano durante l’estate ha rappresentato il varo ufficiale dell’alleanza con Anse 2000. A inizio anno, le due società hanno infatti scelto di condividere un progetto che, passo dopo passo, porterà al consolidamento in un’unione duratura. Alla presenza dei distributori associati Gewa, il presidente Gio Batta Chiappori ha fatto gli onori di casa per Maria Grazia Ferrari – direttore di Anse 2000 – e insieme hanno illustrato alla platea la portata e le potenzialità del progetto.

Maria Grazia Ferrari, Direttore Anse 2000
Maria Grazia Ferrari, Direttore Anse 2000

Cosa è stato fatto

Il primo atto ufficiale consiste nella sottoscrizione di una partnership commerciale che impegna i consorzi a condividere strategie e obiettivi, nella logica di rafforzare le sinergie con i fornitori. A garanzia dell’esecuzione di tale convergenza, è stato creato un coordinamento commerciale, immediatamente operativo, che include membri facenti capo a entrambi i gruppi.

Attuazione progressiva

“L’aver cominciato da un’area così vitale per il business, indica la determinazione delle parti a intraprendere il nuovo percorso. I due consorzi si sono impegnati a trasferire la stessa logica di integrazione alle altre aree aziendali infatti altre commissioni interne costituite ad hoc sono già al lavoro per sviluppare le modalità  di integrazione. Da un punto di vista generale, pertanto, l’operazione sarà attuata progressivamente, allo scopo di salvaguardarne la riuscita”, spiegano Chiappori e Ferrari.

Valorizzazione reciproca

“L’obiettivo di fondo, oltre ad essere quello di rafforzare la nostra presenza sul mercato attraverso una maggiore massa critica, è la ricerca e attuazione di processi che consentano una sempre maggiore stabilità per lo sviluppo delle aziende associate.  La capacità di essere ancora più presenti e radicati sul territorio rafforzerà la collaborazione con l’industria e darà vita a qualcosa che sia espressione di entrambe le realtà. Dunque, in questo primo periodo c’è grande attenzione reciproca nello svolgimento delle attività commerciali congiunte, ma anche nel mettere insieme le potenzialità degli uni e degli altri per far sì che le qualità degli uni sia complementari a quelle degli altri. In entrambi i consorzi sono presenti delle eccellenze: il compito delle persone che oggi lavorano al progetto è individuarle e metterle a disposizione di tutti”, prosegue Chiappori.  “Nella stessa logica di progressività, abbiamo voluto presentarci al mercato nei tempi che ritenevamo corretti, compatibilmente con l’inizio degli incontri del coordinamento commerciale con i fornitori. In un momento di forte frenesia del mercato, è nostra intenzione calibrare le attività affinché ciascuna di esse sia affrontata con la giusta attenzione”, aggiunge Ferrari.

Le conseguenze sul quotidiano

In seno alle singole aziende, l’operazione ha segnato l’inizio di una fase di interazione tra le stesse persone che ne fanno parte. Questo è vero soprattutto per i componenti del coordinamento commerciale, che sono chiamati a interpretare il loro nuovo ruolo nel rapporto con i fornitori. Non sono mancati altri contatti e incontri informali tra soci Anse 2000 e Gewa Italia. Esistono già punti in comune anche sul versante della formazione del personale. In passato, entrambi i consorzi avevano scelto il fondo FOR.TE. per le attività di formazione cofinanziata: tutto ciò faciliterà la comunanza di vedute anche in quest’ambito, d’importanza vitale per tutte le imprese del settore.

In prospettiva

“Gli elementi che accomunano le parti sono piuttosto evidenti e assicurano un’oggettiva convergenza di vedute in attività strategiche. Le differenze possono essere un’opportunità per innescare nuove dinamiche che rendano l’unione delle nostre realtà qualcosa di tangibile, e appetibile, anche per altre imprese della distribuzione”, concludono i dirigenti.

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