Circuito di sgancio di emergenza sul tetto di un’azienda logistica

«Dobbiamo realizzare il circuito di sgancio di emergenza per un impianto fotovoltaico sul tetto di un’azienda logistica. L’inverter è sul tetto, la linea AC transita nel capannone e arriva al QE generale in cabina MT/BT, lo sgancio in AC avviene in cabina. Fin qui tutto bene. Il consulente del committente però contesta la nostra soluzione perché lo sgancio non è direttamente sul tetto. Soluzione che andrebbe bene, ma inutile perché tanto l’inverter va in blocco quando non sente la rete. Faccio presente che per fare quanto richiesto dal consulente dovrei tirare la linea di comando dello sgancio per 200 m, passando attraverso il capannone».

Bel problema, capisco, ma ha ragione il consulente del committente poiché l’intervento di un dispositivo a semiconduttore (come immagino sia quello a bordo dell’inverter che lo inibisce alla mancanza della tensione di rete) formalmente non è riconosciuto come sezionamento. L’art. 537.2.1.3 della Norma CEI 64-8 letteralmente riporta “I dispositivi a semiconduttori non devono essere utilizzati come dispositivi di sezionamento”. Ora nel caso descritto dal lettore non sarebbe garantito il requisito di sezionamento all’esterno del compartimento (che sto facendo coincidere con il capannone).

Prima di chiudere faccio presente che, nella realizzazione della linea per il collegamento della bobina – che garantirà il sezionamento della linea AC proveniente dall’inverter all’esterno del compartimento – sarà opportuno avere alcune attenzioni (oltre a quella di non introdurre con essa delle tensioni pericolose nel compartimento dopo il sezionamento). Tanto il lancio di corrente quanto la minima tensione sono ammessi dalla norma tuttavia:

  • la soluzione a minima tensione ovviamente espone (senza particolari precauzioni) a problemi di apertura intempestiva in occasione di buchi di tensione;
  • la soluzione a lancio di corrente mette al sicuro da questa eventualità, ma oltre all’usuale problema di interruzione della linea di comando nel proprio percorso (ad esempio in occasione di un incendio nel compartimento), in caso di necessità di agire in mancanza della tensione di rete (ma in presenza di sole!) non garantisce l’intervento.

In entrambi i casi allora potrebbe essere utile prevedere una sorgente di alimentazione ausiliaria con una differenza importante però:

  • i problemi di alimentazione della soluzione a minima tensione sono funzionali e quindi (fatta salva la compatibilità delle condizioni ambientali) si possono affrontare con un UPS;
  • i problemi di alimentazione della soluzione a lancio di corrente sono di sicurezza e quindi devono essere affrontati con un CPSS.
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