Videosorveglianza alla galleria di Monza

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Uno dei settori più promettenti per lo sviluppo della videosorveglianza in Italia è rappresentato oggi dal monitoraggio del traffico nelle gallerie. Questo tipo di applicazione non è soltanto suggerito da valutazioni di opportunità, ma – per quanto riguarda le gallerie transeuropee dell’asse Palermo-Berlino di lunghezza superiore a 500 metri – è anche prescritto dal decreto legislativo 264/06 che recepisce la Direttiva europea 2004/54/CE.

La galleria di Monza

La galleria artificiale di Monza, aperta al traffico il 3 aprile 2013,  con i suoi 1805 metri è il tunnel urbano più lungo d’Italia e uno dei più lunghi d’Europa. Realizzata da ANAS nell`ambito dei lavori di connessione tra la strada statale 36 e il sistema autostradale di Milano, attraversa la città di Monza convogliando al di sotto dell’attuale statale il traffico di lunga percorrenza e liberando così viale Lombardia, che – interamente riqualificato – resterà a disposizione del traffico locale. Il tunnel – che è composto di due “canne”, cioè di due perforazioni indipendenti – consente di ridurre l’inquinamento acustico e ambientale prodotto dai circa 70.000/100.000 veicoli al giorno che in precedenza percorrevano viale Lombardia. La galleria è dotata di numerosi impianti tecnologici e di sicurezza (tra cui sistemi di comunicazione, di rilevazione e gestione incendio, di ventilazione, di gestione e controllo traffico), ai quali si aggiunge l’impianto di videosorveglianza. Quest’ultimo è stato fornito dalla società Sprinx Technologies di Meda.

Settantaquattro telecamere

Il sistema realizzato da Sprinx Technologies si compone complessivamente di settantaquattro telecamere IP (Internet Protocol, cioè collegate a una rete digitale LAN) ad alta risoluzione. Quaranta delle telecamere, di tipo fisso, sono installate all’interno della galleria (metà nella canna sud, direzione Milano, metà nella canna nord, direzione Lecco) sul lato della corsia di sorpasso, con funzione di monitoraggio e analisi del traffico. Essendo collocate a circa 150 metri di distanza l’una dall’altra, queste telecamere consentono di “inseguire” agevolmente i veicoli nel loro transito all’interno del tunnel. Ogni canna è dotata inoltre di tre telecamere di tipo “speed dome” a cupola, con movimento motorizzato che consente una rotazione di 360 gradi in orizzontale e 200 gradi in verticale, e con zoom 23x; scopo di questi dispositivi, che sono comandati da un operatore, è la visione panoramica dell’intera galleria, comprese le piazzole di emergenza, nel caso di eventi particolari. Altre due telecamere speed dome uguali alle precedenti sono poste alle estremità delle canne, per controllare il traffico in ingresso e in uscita. L’impianto comprende infine altre 26 telecamere fisse per il monitoraggio dei cosiddetti “luoghi sicuri”, cioè le uscite di emergenza pedonali da cui si accede alle scale che consentono di risalire in superficie.

Sei server

Tramite una rete in fibra ottica, gli stream video di tutte le telecamere arrivano a due server di videoregistrazione in continuo e a tre server di Automatic Incident Detection, di cui diremo meglio in seguito. Questi ultimi sono inoltre interfacciati ai server di videoregistrazione, consentendo così di creare anche archivi di sequenze video (ad alta risoluzione e alto frame rate) precedenti e successive agli allarmi generati dai sistemi di analisi. La gestione dell’intero sistema TVCC e di tutti gli apparati che lo compongono è delegata al controllore di testa, un sistema basato su tecnologia web server che crea un database contenente tutti gli eventi di allarme e fornisce lo stato diagnostico di tutti gli apparati. Il controllore di testa svolge inoltre la funzione di gateway con il sistema di supervisione superiore SCADA presente nella cabina di controllo locale, consentendo così una piena integrazione del sistema TVCC, sia a livello di diagnostica delle avarie dei singoli apparati, sia a livello di segnalazioni di allarme. Il monitoraggio del sistema di videosorveglianza avviene sia localmente, sia a distanza. Nei pressi della galleria sorge una cabina di controllo attualmente presidiata, nella quale è collocato un client di visualizzazione dotato di due monitor da 19 pollici (per il monitoraggio delle zone sicure) e due monitor da 27 pollici (che visualizzano le immagini in sequenza delle singole canne). Il monitoraggio remoto è svolto invece dalla sala operativa ANAS del Compartimento Lombardia, in cui è presente un’ulteriore postazione di controllo.

Il software di analisi del traffico

Una delle principali particolarità del sistema di videosorveglianza della galleria di Monza è rappresentata dall’impiego di un software che è in grado di analizzare automaticamente le immagini per individuare anomalie nel traffico e situazioni di pericolo: veicoli fermi, code, traffico rallentato, veicoli contromano, presenza di pedoni, presenza di fumo. Questo software, denominato SX-Traffic, è una tecnologia di proprietà della stessa Sprinx: sviluppato dall’azienda brianzola, è in continuo aggiornamento anche grazie a una collaborazione con il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La partnership è nata nell’ambito del Consorzio Milano Ricerche, di cui fa parte anche Sprinx. Gli allarmi generati dal software SX-Traffic servono a facilitare il lavoro degli operatori che sorvegliano i monitor, richiamando la loro attenzione su eventi che potrebbero esser loro sfuggiti. In questo modo il monitoraggio di ben settantaquattro telecamere può essere affidato a un piccolo gruppo di addetti. Il software, inoltre, è in grado di effettuare alcune operazioni automatiche a fini statistici: il conteggio e la classificazione dei veicoli che transitano in galleria, la rilevazione della velocità media di transito e della densità del traffico. (Roberto Tognacca, Sprinx Technologies).

(articolo di Roberto Frazzoli)

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