Stessi apparecchi, nuovi risultati

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aperturaIl Chiostro del Bramante, progettato da Donato Bramante intorno al 1500, nel centro storico di Roma, è uno degli esempi più importanti dell’architettura rinascimentale italiana. Le sale espositive sono adiacenti al chiostro e si sviluppano su due piani per una superficie complessiva di 1000 mq. Nel periodo compreso tra ottobre 2013 e febbraio di quest’anno si è svolta la mostra “Cleopatra, Roma e l’incantesimo dell’Egitto”, dedicata alla mitica regina e ai suoi rapporti con Roma. La mostra, realizzata in collaborazione con lo scrittore storico Valerio Massimo Manfredi, si è caratterizzata per la presenza di più di 180 capolavori provenienti dai principali musei del mondo. In questa occasione è stata presentata la nuova illuminazione delle sale espositive, curata dall’architetto Mario Maffezzoni. Beacon Muse Led e Beacon Projector di Concord sono stati tra i prodotti scelti.

Un allestimento affidato alla luce

In tutte le sale, completamente dipinte di nero, l’allestimento è stato affidato in buona parte alla luce. Si è trattato di un allestimento molto suggestivo, pensato per trasportare il visitatore in un viaggio nel tempo. Si è scelto di far emergere, da un buio quasi catacombale, le sculture, i busti e gli altri reperti storici legati alla regina egiziana che, ancora oggi, a distanza di duemila anni continua ad affascinare. Lungo tutto il percorso della mostra sono stati collocati anche dei video in cui era narrata la storia della regina Cleopatra. Le opere sono state avvolte da scenografici fasci di luce, per attirare l’attenzione dei visitatori. Si è usata la luce in modo che accarezzasse le superfici, creasse profondità, ponesse l’accento sui dettagli con un gioco di chiari-scuri volto a valorizzare ogni singola opera, ciascuna illuminata in modo diverso dall’altra. La diversità di tipologia, dimensione e materiale ha reso necessario scegliere la quantità e l’incidenza della luce per ognuna di esse per esaltarne al meglio le caratteristiche. L’esigenza era quindi quella di avere un prodotto con elevate prestazioni illuminotecniche abbinate a un alto grado di flessibilità. L’intento era quello di utilizzare un unico prodotto per illuminare l’intera mostra, avendo la possibilità di scegliere fasci di luce diversificati, puntamenti personalizzabili e facilità di modifica delle due precedenti caratteristiche nel momento del riallestimento delle mostre successive. I nuovi faretti dovevano inoltre avere consumi più contenuti rispetto ai precedenti con sorgenti alogene.

Scegliere i prodotti adeguati

“Insieme al Presidente del Chiostro del Bramante Patrizia De Marco, abbiamo scelto Beacon Muse LED per l’alta qualità dei materiali, per la sua versatilità di puntamento e regolazione del fuoco, per il design minimale e l’elevato risparmio energetico garantito dalla tecnologia LED, che rispetta la conservazione delle opere d’arte. L’utilizzo di un solo prodotto permette inoltre di ottimizzare le fasi di acquisto e manutenzione”, ha raccontato Maffezzoni. Beacon Muse LED è un faretto completamente regolabile pensato per una illuminazione d’accento e d’ambiente di qualità, adatta a uso museale, in cui sono variate periodicamente la disposizione e la tipologia delle opere esposte. Grazie a un sistema innovativo di ottiche il flusso luminoso può essere variato in modo veloce e semplice dai 65° ai 10°: è sufficiente ruotare la ghiera posta sul fronte del faretto che funziona come uno zoom fotografico. Sulla ghiera sono incisi gli angoli di apertura del fascio così da rendere la regolazione intuitiva e precisa, senza dover ricorrere lenti o riflettori addizionali.

Differenziare puntamento e quantità di luce

Francesco Murano, architetto, lighting designer e docente universitario ha curato il progetto di light design della mostra e ha potuto modificare gli effetti e le scenografie luminose con pochi gesti, senza cambiare corpi illuminanti, riflettori o lenti e con vantaggi in termini di tempi e di costi. Grazie al sistema di regolazione del flusso e ai numerosi accessori di cui dispone Beacon Muse LED, è stato possibile differenziare il puntamento e la quantità di luce per le singole opere. In alcuni casi è stato utilizzato un altro prodotto Concord – Beacon Projector – come sagomatore. Miscelando il fascio quadrato di quest’ultimo con quello ovale di Beacon Muse è stato possibile donare maggiore enfasi e armonia alle opere. Beacon Muse punta su un’elevata resa cromatica e basse emissioni di calore insieme ai vantaggi propri della tecnologia LED: assenza di radiazioni UV/IR, lunga durata (50 mila ore), flusso luminoso costante e quindi una considerevole riduzione dei consumi energetici. Quando sarà allestita una nuova mostra sarà possibile modificare facilmente l’illuminazione delle opere senza bisogno di cambiare gli apparecchi e l’impianto. La scelta dei prodotti Concord si completa con il sistema a binario trifase Lytespan 3, introdotto per ripartire il carico elettrico su più linee, su cui sono montati tutti i faretti e con le lampade a LED Sylvania RefLED+ A111 da 10W che, in una logica di risparmio energetico, sono andate a sostituire le alogene da 50W presenti nel bookshop.

Un progetto attento al risparmio

“L’illuminazione della mostra presso il Chiostro del Bramante si è distinta per la ricerca di una luminosità adatta al servizio richiesto, puntando sul risparmio energetico e sulla riduzione dei consumi, un aspetto sicuramente innovativo”, ha commentato Sergio Sorio, responsabile tecnico e capocommessa di Sater 4 Show. “Il progetto non ha presentato particolari problemi di installazione. Una delle difficoltà è stata quella di dover far coincidere perfettamente i punti di uscita delle alimentazioni con i punti di uscita delle cablature delle singole vetrine. Questa particolarità è derivata dalle caratteristiche costruttive della vetrina, che davano poco spazio al lavoro. Questo ostacolo è stato però facilmente superato prestando attenzione e precisione nell’esecuzione”.

LA “TESTA DI MORO”, DA COSÌ …       … A COSÌ

“Testa di moro”, da Roma, II secolo d.C. La luce proveniente dall’alto segnava in modo troppo netto le occhiaie di questa figura in marmo nero. Per questo è stato posto sotto la scultura uno specchietto in plexiglas, in modo che la luce riflessa illuminasse l’opera anche dal basso, rendendo il volto meno corrucciato.

 

intervista Francesco Murano, architetto, lighting designer e docente universitario.

“Anche nelle grandi mostre si incontrano errori banali, come la presenza di riflessi di luci, o luci non a fuoco sulle opere. Spesso si pensa alla quantità di luce, ma non alla qualità, in particolare al passaggio tra la luce e l’ombra. Nella mostra di Cleopatra erano presenti diverse tipologie di opere: dipinti, in particolare affreschi, sculture e altri oggetti. Un lunghissimo mosaico, per esempio, è stato da noi illuminato con sagomatori, apparecchi capaci di realizzare una luce ‘quadrata’, cioè di sagomare la luce per adattarsi alle caratteristiche dell’opera”.

Due sagomatori per evidenziare l’opera

“Abbiamo dovuto usare due sagomatori (Beacon Projector a LED di Concord, versione con sagomatore framing), prestando attenzione perché non si vedesse il punto di giunzione tra i due apparecchi. Anche nel caso delle vetrine c’erano problemi di difficile soluzione. Un problema era costituito dal riflesso che il vetro sempre produce, sia rispetto alle sorgenti luminose attinenti alla vetrina sia in riferimento a quelle che illuminano le altre opere. Le urne in alabastro, inoltre, dovevano essere illuminate dall’interno. Abbiamo usato dei LED all’interno in modo da esaltare la luminosità traslucida dell’alabastro. Sono stati adoperati gli apparecchi Sylvania Beacon Muse, che consentono di cambiare sia l’angolo di apertura, sia l’intensità luminosa di un apparecchio LED in modo semplice”.

Come illuminare le sculture

“Essendo le sculture un oggetto tridimensionale, sembrerebbe logico illuminarle da più parti, ma, in questa mostra, essendo collocate accanto al muro, si sarebbero create troppe ombre. Ho scelto di illuminarle da un solo lato, utilizzando un filtro diffusore per ammorbidire ulteriormente la luce”.

 

 

 

Che cosa

Impianto illuminotecnico

Dove

Chiostro del Bramante – Roma

Azienda installatrice

Sater 4 Show srl, Roma

Progetto illuminotecnico

Architetto Mario Maffezzoni

Progetto di allestimento

KeyComunicazione S.r.l.

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