Occhio ai fulmini-killer di fine stagione. Il Vademecum di Vega Egineering

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Vega Engineering e i fulmini-killerI calendari dicono che l’estate non è ancora finita, ma a guardare il cielo e la colonnina di mercurio che continua a scendere, più che inizio settembre sembra già autunno. Un epilogo strano per una stagione calda mai iniziata e, più che altro, connotata da frequenti e violenti temporali. Con piogge di fulmini che hanno provocato incidenti gravi e talora mortali. L’ultimo in ordine di tempo quello che ha colpito un escursionista veneziano sul Peralba nel bellunese poco più di due settimane fa. Ma prima di lui nel mese di giugno la stessa tragica sorte è toccata ad altri due uomini in provincia di Latina e nel teramano. E ancora, nel mese di luglio un altro uomo di nazionalità romena è rimasto folgorato sotto una pianta in provincia di Torino.

 

Le statistiche del resto parlano chiaro: ogni anno ci sono 10/15 vittime dei fulmini in Italia. In base ai dati forniti dal Centro Epson Meteo, poi, si scopre che dal 1° giugno al 31 agosto sono transitate sull’Italia 25 perturbazioni, mentre l’anno scorso in tutta l’estate le perturbazioni erano state solo 9. La maggior parte di queste perturbazioni sono state molto violente e hanno scaricato un totale di circa 750mila fulmini sul nostro territorio contro una media annuale italiana pari ad un milione e mezzo di fulmini .

 

Un’estate eccezionalmente contraddistinta dai fenomeni temporaleschi che non deve indurre ad abbassare la guardia nella prevenzione degli incidenti. Ecco perché Vega Engineering da oltre 20 anni impegnata sul fronte della sicurezza, specie quando si parla di elettricità ha elaborato il vademecum “Scaccia Fulmini” che contiene i suggerimenti per affrontare i temporali senza rischiare di rimanere folgorati.

 

Vademecum “Scaccia Fulmini”:

al mare: uscire immediatamente dall’acqua durante il temporale ed allontanarsi anche dalla spiaggia;

in piscina: evitarla in caso di temporale perché, come il mare, è un ottimo conduttore elettrico, con il rischio di rimanere fulminati anche a seguito della caduta di un fulmine nelle immediate vicinanze;

in montagna: verificare le condizioni meteorologiche prima di uscire per un’escursione. In caso di temporale imprevisto, scendere a quote meno elevate e trovare un rifugio chiuso. Senza possibilità di riparo rimanere lontani il più possibile da alberi o tralicci;

al parco: come in montagna, e senza possibilità di riparo, è necessario rimanere distanti da oggetti alti e lontani il più possibile da alberi o tralicci;

in campeggio: uscire dalle tende e optare per un altro rifugio chiuso come l’auto o il camper o la roulotte. Come a casa, restare distanti da condutture e impianti elettrici;

nello sport: evitare le discipline sportive all’aperto per le quali sia necessario utilizzare attrezzi che fanno aumentare la nostra altezza totale – corpo più attrezzo – come ad esempio la mazza da golf o la canna da pesca;

in casa: attenzione all’antenna del televisore, ai cavi del telefono, ai cavi elettrici e all’impianto idraulico. Spegnere quindi il televisore, staccare la spina e l’antenna. Evitare il contatto con rubinetti e tubi dell’acqua, evitare di fare il bagno o la doccia. Non utilizzare phon, ferro da stiro e neppure il telefono;

Il soccorso alla vittima di un fulmine: le conseguenze di un fulmine possono essere le ustioni e l’arresto cardiaco. E’ quindi indispensabile chiamare subito un’ambulanza e nel frattempo cercare di prestare soccorso se si è in grado di farlo, poiché la persona colpita da un fulmine non è più carica elettricamente.

www.vegaengineering.com

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