In quali casi omologare l'impianto?

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Mi trovo nella seguente condizione: un mio cliente ha un impianto (…),  che non è mai stato omologato dall’ASL. Cosa deve fare? Il timore è quello di un’inutile autodenuncia, tanto la teoria è una cosa e la pratica tutt’altro.

Mail di un lettore che chiede di rimanere anonimo

Gli impianti elettrici dei luoghi che non comparivano nella tabella A o B del DM 22/12/1958, come quello al quale si riferisce il lettore, non hanno mai avuto l’obbligo di denuncia all’Asl/Arpa, ma con l’entrata in vigore del DPR 462/01, per tali impianti è stato introdotto l’obbligo di verifica ogni due anni da parte di Asl/ Arpa o di un organismo abilitato. Il datore di lavoro non è quindi tuttora tenuto a denunciare tali impianti all’Asl/Arpa ai fini dell’ omologazione, perché l’omologazione si riferisce agli impianti nuovi, ma è tenuto a farli verificare ogni due anni dall’Asl/Arpa o da un organismo abilitato. Non esiste quindi il problema di autodenuncia in relazione all’obbligo di omologazione, anche se certo è che il DPR 462/01 comincia ad avere la sua età e, anche se il lettore non lo cita, spero che nel frattempo siano state eseguite tutte le verifiche periodiche richieste. Tuttavia meglio tardi che mai.

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