Emergenza qualità: il 32,5% dei cavi in Italia non è conforme

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Il settore dei cavi sta subendo in Italia una caduta verso il basso. Se fino a qualche anno fa non erano molti gli articoli non conformi, nel 2012 la percentuale di prodotti immessi sul mercato senza i requisiti minimi di qualità è decisamente aumentata. Su questo tema produttori e distributori hanno condiviso un’agenda di priorità e di iniziative, con l’obiettivo di verificare l’immissione di prodotti certificati, soprattutto in un momento in cui le difficoltà del mercato possono favorire la logica del prezzo più basso e quindi la circolazione di manufatti con caratteristiche non conformi ai requisiti.

Il primo comparto in cui si esplica questa collaborazione è quello, particolarmente delicato, dei cavi e conduttori elettrici, un settore in cui negli ultimi mesi si è registrata una preoccupante flessione della qualità delle produzioni. Né il rialzo del valore del rame né l’elevata erosione dei margini e neppure le problematiche finanziarie legate ai ritardati pagamenti possono infatti giustificare la grave flessione della qualità osservata dall’Associazione Italiana Industrie Cavi e Conduttori Elettrici (AICE).

I più recenti dati sui controlli effettuati da IMQ sono significativi. Su 145 matasse prelevate da 21 diversi rivenditori e relative a 17 costruttori, un terzo è risultato non conforme ai requisiti certificati. Un quadro inaccettabile per un settore affermatosi nel mondo per la qualità delle proprie produzioni e che nel 2011 vantava un fatturato di 3.090 milioni di euro, poi sceso a 2.613 nel 2012.

Un quadro la cui urgenza, messa in risalto da IMQ, ha indotto AICE a unirsi all’Istituto Italiano del Marchio di qualità in un programma di moralizzazione del mercato. Un’iniziativa, avviata anche con il coinvolgimento della Federazione dei distributori, che prevede anzitutto un piano formativo, rivolto ai principali interpreti della filiera, un programma di monitoraggio mirato, un potenziamento dellattività di testing e verifica e, non ultimo, un’intensa attività di sensibilizzazione sul territorio.

Finalità virtuose che se da una parte vanno a confermare la trasparenza dei produttori riuniti nell’Associazione AICE e dei distributori, dall’altra testimoniano come la certificazione, e in particolare la sorveglianza periodica sulla produzione prevista dal processo di certificazione, sia il principale strumento di moralizzazione del mercato.

Riteniamo che la presenza di un marchio di sicurezza di terza parte, non solo consenta a noi produttori di distinguerci sul mercato, ma ci offra anche un ulteriore mezzo di controllo del nostro operato” – ha dichiarato Stefano Bulletti, Presidente di AICE.

Nel ruolo di distributori e rivenditori” – ha proseguito Gianpaolo Ferrari, Presidente di FME – “oltre alle responsabilità di trasparenza e di affidabilità nei confronti del cliente finale, abbiamo anche delle responsabilità imposte dalla normativa italiana. Uno strumento che tuteli la nostra attività e che ci garantisca sul mantenimento dello standard qualitativo dei prodotti trattati, diventa dunque indispensabile”.

L’iniziativa ANIE/AICE-FME-IMQ, si viene dunque a porre come un’offensiva volta a contrastare i potenziali rischi di dequalificazione delle produzioni made in Italy. Dequalificazione che, oltre a pesare su produzioni e fatturato, andrebbe a ripercuotersi direttamente sulla società. Criticità quali, solo per fare un esempio, sottodimensionamento del conduttore e dunque ridotta resistenza elettrica; produzioni con mescole di scarsa qualità, non performanti in termini di non propagazione dell’incendio; riduzione dei materiali di isolante e guaina, ma anche più semplicemente incompletezza dei dati o non corrispondenza delle lunghezze dichiarate, potrebbero infatti comportare significativi rischi con costi sociali ed economici non indifferenti.

Sono certo che la collaborazione virtuosa avviata tra ANIE/AICE, FME e IMQ contrasterà con determinazione il rischio di dequalificazione delle nostre produzioni” ha concluso l’ing. Zappa Direttore Generale di IMQ “amplificando le valenze offerte dalle procedure di certificazione quali quelle adottate da IMQ, comprensive della sorveglianza sia sulla produzione sia sul mercato”.

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