È un cavo bus che comanda le 5000 canne dell’organo restaurato

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Nel mese di ottobre è stato installato nel Duomo di Voghera l’imponente organo Balbiani, del 1962. Dalla consolle un cavo bus schermato comanda 5000 elettrovalvole poste alla base delle altrettante canne dell’organo, per regolare il flusso d’aria che le attraversa e genera i suoni.

L’organo è uno strumento musicale certamente affascinante per la ricchezza dei timbri (le diverse “voci”), l’estensione delle note (dal basso più vibrante e profondo agli acuti quasi eterei) e la dinamica (che va dal pianissimo ad un travolgente fortissimo): è paragonabile ad un’orchestra intera, tanto da essere qualificato come “il re degli strumenti”. Altrettanto affascinante è però ciò che si nasconde dietro le canne imponenti che spesso svettano, maestose, sopra i portali delle chiese: un sistema complesso di meccanismi, infatti, si mette in moto, con precisione da orologiaio, ogni volta che l’organista preme un tasto per arrivare a produrre un determinato suono. Si tratta di un insieme di funzioni elettriche, elettroniche, meccaniche e pneumatiche, tutte armoniosamente coordinate tra loro per generare e regolare il flusso d’aria che attraversa le canne e le fa vibrare, in maniera controllata.  Dalla prima sua realizzazione risalente a circa 2300 anni fa, l’organo ha attraversato i secoli trasformandosi  significativamente: oggi i vari azionamenti vengono implementati con comandi elettrici e la trasmissione degli stessi avviene non più meccanicamente, bensì in modo elettronico. Nel mese di ottobre ha riacquistato la propria voce l’imponente organo Balbiani del 1962 che, dal Duomo di Pavia, grazie al paziente lavoro dei restauratori Mascioni, è stato ora installato nel Duomo di Voghera: dalla consolle (che comprende le varie tastiere), i comandi vengono trasmessi in forma digitale, tramite un cavo bus schermato, del tutto analogo a quello universalmente impiegato per i PC, ad un complesso di 5000 elettrovalvole poste alla base delle altrettante canne onde regolare il passaggio dell’aria che le attraversa. Un esempio di come l’arte più antica si sposi sapientemente con la tecnologia più moderna per creare effetti davvero sorprendenti.

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