Come si fa… l’impianto nelle case di persone con specifiche necessità (PNA)?

Gli impianti elettrici a servizio di unità immobiliari in cui risiedono persone con disabilità o specifiche necessità vanno realizzati in modo da essere idonei ai loro fruitori.

Si definisce persona con disabilità o specifiche necessità (PNA) un individuo con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale in forma permanente o temporanea, causata da infortuni, menomazioni, malattie o per età avanzata, non in grado di fruire degli spazi in cui risiede e delle relative attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. La Norma CEI 64-21 individua 9 tipologie di persone con disabilità o specifiche necessità PNAPNA D1 per età avanzata; PNA D2 per difficoltà motorie negli arti inferiori; PNA D3 per difficoltà motorie negli arti superiori; PNA D4 per difficoltà di percezione visiva (con visus residuo visivo non superiore a 2/10 o riduzione del campo visivo non superiore al 50%); PNA D5 per cecità (con visus residuo visivo non superiore a 1/10 o con residuo perimetrico binoculare non superiore al 10%); PNA D6 per sordità parziale (con difficoltà nel percepire i suoni o le parole); PNA D7 per sordità totale (con incapacità di percepire i suoni o le parole); PNA D8 per incapacità o difficoltà di parlare; PNA D9 per difficoltà cognitive.

QUADRI ELETTRICI
  • L’interruttore generale dell’impianto deve essere selettivo rispetto alle altre protezioni.
  • Il quadro elettrico deve essere posizionato ad una altezza compresa tra 75 e 140 cm dal piano di calpestio.
  • La protezione contro le sovracorrenti deve essere ottenuta mediante interruttori automatici.
    Gli interruttori differenziali devono essere del tipo insensibile ai disturbi e/o dotati di dispositivi di richiusura automatica.
    Deve essere installato un sufficiente numero di protezioni differenziali in grado di garantire un’idonea selettività orizzontale.
ALIMENTAZIONE SERVIZI ESSENZIALI
  • Allo scopo di garantire la continuità dei servizi critici anche in assenza dell’alimentazione principale è necessario dotare l’unità abitativa di una sorgente di sicurezza che possa alimentare tali servizi per un periodo minimo di 1 h e che ripristini la loro alimentazione entro un periodo di commutazione non superiore a 5 s; la lista dei servizi critici è oggetto di accordo fra il progettista, l’installatore dell’impianto e il committente in funzione delle esigenze della persona disabile. Se presenti, sono tuttavia da considerarsi servizi critici i montascale, gli ascensori, le serrature elettriche, l’illuminazione segna-passo, le alimentazioni dedicate ad apparecchiature elettromedicali, il sistema antifurto ed il web server per chiamata SOS. Si evidenzia che per quanto concerne montascale ed ascensori, l’alimentazione di emergenza dovrà consentire almeno di raggiungere il piano di sbarco.
  • Allo scopo di garantire la continuità di servizio nel caso di superamento del limite contrattuale di potenza prelevabile dalla rete elettrica, si dovrà dotare l’unità abitativa di un sistema di controllo automatico dei carichi in grado di gestire la priorità degli stessi; l’identificazione dei carichi prioritari è oggetto di accordo fra il progettista, l’installatore dell’impianto e il committente in funzione delle esigenze della persona disabile.
REGOLAZIONE DEL CLIMA E ALLARMI TECNICI
  • • L’unità abitativa deve essere dotata di un sistema automatico di regolazione termica degli ambienti (nel caso in cui non fosse possibile prescindere da una regolazione manuale, il dispositivo di regolazione deve essere facilmente accessibile).
  • L’impianto deve essere dotato di un’elettrovalvola in grado di chiudere l’erogazione del gas in caso di allarme; l’elettrovalvola deve essere posizionata il più vicino possibile al punto di ingresso della tubazione del gas nell’unità abitativa, in un punto facilmente accessibile alla persona disabile oppure deve essere manovrabile a distanza (solo nelle condizioni in cui il rivelatore ne consenta l’utilizzo).
  • Ove esistono fiamme libere all’interno dell’unità abitativa (ad esclusione dei piani di cottura), è necessario prevedere un rilevatore di CO in grado di aprire le finestre in modo automatico o di attivare un sistema di estrazione (ventola di aspirazione fumi); al cessato allarme le finestre potranno essere richiuse in automatico e/o il sistema di estrazione essere disattivato.
  • Al fine di consentire l’alimentazione dei rubinetti dotati di sensore automatico, è necessario predisporre tubi, cassette o scatole in prossimità dei lavelli.
  • Deve essere previsto un rilevatore in grado di segnalare l’allagamento collegato ad un’elettrovalvola per la chiusura dell’erogazione di acqua.
SICUREZZA DEGLI OCCUPANTI
  • L’unità abitativa dovrà essere dotata di un sistema antintrusione.
  • L’unità abitativa dovrà essere dotata di un sistema, comandabile localmente oppure attraverso un dispositivo portatile, facilmente attivabile che consenta di soccorrere la stessa in caso di emergenza.
  • Devono essere previsti dei comandi atti a fornire segnalazioni di emergenza almeno presso i locali contenenti bagni e docce e nelle camere da letto.
ILLUMINAZIONE
  • L’unità abitativa deve essere dotata di sistema automatico di accensione spegnimento e regolazione dell’illuminazione, interna e/o esterna comandato attraverso sensori di presenza, movimento e luminosità.
  • Il sistema automatico di accensione deve essere eventualmente interfacciato col sistema automatico di oscuramento.
  • I locali devono essere dotati di apparecchi di illuminazione di emergenza in grado di garantire un illuminamento adeguato all’ambiente e in ogni caso tale da permettere la mobilità all’interno del locale.

PDN D2: difficoltà di movimento degli arti inferiori 

ALTEZZE DI POSA E PUNTI DI COMANDO

Per l’altezza di posa dei componenti, si rimanda alla figura 1 “Quote installative delle apparecchiature per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche” del D.M. 236 art. 8.1.5. I punti presa previsti come inaccessibili e i punti di alimentazione diretti devono essere controllati da interruttori di comando che devono essere in posizione facilmente raggiungibile.

FIGURA 1 D.M. 236 art. 8.1.5. “Quote installative delle apparecchiature per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche”.
ACCESSI E SERRAMENTI
  • L’eventuale cancello di ingresso alla proprietà, la porta di ingresso all’unità abitativa e, nel caso di condomini, la porta di accesso alle parti comuni devono essere provvisti di un sistema di apertura automatico del battente e che consenta l’apertura senza l’utilizzo di chiavi per serrature meccaniche. Tali accessi devono prevedere una richiusura ritardata.
  • Ove necessario, il tale sistema di apertura automatica delle porte interne deve essere disattivabile dalla persona con disabilità e le porte devono essere manovrabili manualmente; il sistema di disattivazione deve altresì essere commisurato al tipo di disabilità, per esempio considerando il punto di manovra o la necessaria forza di attuazione.
  • Al fine di garantire la riservatezza delle persone, si devono mantenere le porte interne in posizione di chiusura fatta salva la possibilità, in caso di emergenza, di effettuare l’apertura mediante manovra interna od esterna.
  • Le finestre devono essere dotate di un sistema di apertura e chiusura automatico disattivabile dalla persona disabile con le stesse modalità indicate per le porte interne.
  • I comandi di apertura delle finestre devono essere collegati all’eventuale centralina meteo, ai rilevatori di gas o di fumo in modo che le finestre possano essere aperte automaticamente in caso di necessità o pericolo.
  • Le finestre devono essere dotate di un sistema di oscuramento automatico e/o gestibile a distanza (tende, tapparelle, veneziane, ecc.) disattivabile dalla persona disabile con le stesse modalità indicate per le porte interne e le finestre.
  • Le scale e i cambiamenti di livello non provvisti di rampe e/o ascensori devono essere dotate di elementi motorizzati atti a consentire il superamento del dislivello. Tali dispositivi devono garantire le seguenti prestazioni:
  • avere un comando di blocco/ sblocco del dispositivo comandabile dalla persona che lo utilizza;
  • essere accompagnati da segnaletica con indicate le modalità di utilizzo in caso di emergenza e il numero telefonico da chiamare in tali circostanze. Inoltre Il punto di alimentazione di detto elemento motorizzato deve essere provvisto di circuito dedicato.

PNA D3: difficoltà di movimento agli arti superiori 

ALTEZZE DI POSA E PUNTI DI COMANDO
  • I dispositivi di comando (interruttori luce, pulsanti campanello, ecc.) devono essere di dimensioni adeguate o comandabili a distanza (es. mediante la voce, e/o altri segnali sonori, …).
  • I punti presa previsti come inaccessibili e i punti di alimentazione diretta devono essere controllati da interruttori di comando ubicati in posizione facilmente accessibile.
  • La postazione (video) citofonica interna deve essere posizionata ad un’altezza compresa tra 110 cm e 130 cm rispetto al piano di calpestio (in alternativa possono essere utilizzati postazioni portatili).

PNA D5: cecità

Si definisce persona affetta da cecità (D5) un individuo con un visus residuo visivo, non superiore a 1/20 oppure un residuo perimetrico binoculare inferiore al 10% (definizione corrispondente a quelle di ciechi assoluti o parziali cui alla legge n.138 del 3 aprile 2001 “Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici”).

PUNTI DI COMANDO E CITOFONI
  • L’avvenuta attuazione di un comando (accensione, spegnimento, ecc.) deve essere segnalata mediante pittogrammi in rilievo;
  • La postazione citofonica interna dovrà essere provvista di pittogrammi in rilievo.
REGOLAZIONE CLIMATICA E ALLARMI TECNICI
  • I varchi di accesso all’esterno (porte e finestre) devono essere dotati di dispositivo in grado di segnalarne l’apertura;
  • Si deve dotare l’unità abitativa di un sistema adeguato per garantire la segnalazione acustica degli allarmi; è raccomandata inoltre la segnalazione dello stato di accensione/spegnimento delle luci. L’identificazione della topologia del sistema è oggetto di accordo fra il progettista, l’installatore dell’impianto e il committente in funzione delle proprie esigenze.

PNA D9: persone con difficoltà cognitive

Per PNA D9 si intende persone con difficoltà cognitive che possono manifestare comportamenti imprevedibili in grado di mettere in pericolo la propria e l’altrui incolumità.

ILLUMINAZIONE
  • L’unità abitativa deve essere dotata di luci segna-passo almeno lungo il percorso tra la stanza da letto e il bagno installate ad una altezza di circa 30 cm rispetto al piano di calpestio e comandate automaticamente tramite rilevatori di presenza;
  • Gli apparecchi di illuminazione a posa fissa e a portata di mano devono essere dotati di schermi protettivi la cui rimozione deve consentita solo con l’uso di attrezzi.
REGOLAZIONE CLIMATICA E ALLARMI TECNICI

L’unità abitativa deve essere dotata di allarmi che consentano di rilevare comportamenti anomali e/o imprevisti della persona PNA (eccessiva permanenza in bagno, uscita all’esterno o su balconi, permanenza a letto oltre un determinato orario e altri comportamenti individuati dal committente) inviandoli alla persona di supporto.

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