Come distinguere e interpretare le sigle dei fusibili

3507

I fusibili sono una formidabile protezione dal cortocircuito e dal sovraccarico (In questo caso non si possono usare fusibili di tipo aM o gM) sono economici ed hanno un elevato potere di interruzione. La loro corrente nominale va da pochi mA fino a più di 1.000 A, trovano applicazione dalla scheda elettronica fino alla cabina elettrica, ma, come tutti i componenti elettrici, vanno scelti oculatamente in funzione del loro impiego. La sigla che ne qualifica il comportamento è formata da due lettere, la prima, minuscola, ne identifica il campo di interruzione della corrente, può essere (g oppure a), la seconda maiuscola la categoria di utilizzazione (G oppure M a cui si sono aggiunte anche R, S, PV).

Il significato delle lettere

  • g – Fusibile in grado di interrompere tutte le correnti che ne provocano la fusione fino al potere di interruzione nominale (potere di interruzione a tutto campo).
  • a – Fusibile in grado di interrompere le correnti superiori a k2In fino al potere di interruzione nominale (potere di interruzione campo ridotto).
  • G – Fusibile per utilizzo generale
  • M – Fusibile per la protezione dei motori
  • R e S – Fusibile per protezione semiconduttori
  • PV – Fusibile in corrente continua per impianti fotovoltaici

Quali sono le sigle più diffuse

Le sigle più diffuse che un installatore deve conoscere sono gG; aM; gM; per proteggere una linea che alimenta un motore non possiamo usare fusibili gG perché la sovracorrente dovuta allo spunto del motore li farebbero fondere, per questo sono stati creati i fusibili aM che non fondono per piccole sovracorrenti oppure i gM che sono fusibili gG che riportano una corrente nominale dimezzata. Con una corrente di fusione doppia rispetto al tipo gG riescono a far passare la sovracorrente tipica dell’avviamento di un motore. Occorre prestare attenzione ai fusibili aM che devono necessariamente essere protetti dal sovraccarico, con un dispositivo termico, perché altrimenti possono scaldarsi molto senza fondere fino a dare origine ad incendi, come sempre la figura chiarisce quando e come usare i tre tipi: gG per usi Generali, aM per protezione motore abbinato ad una protezione termica, gM per protezione motore senza l’obbligo di protezione termica (è importante ricordare che la protezione termica va comunque messa se si desidera proteggere il motore).

a cura di Daniele Vetrucci, Studio Ing Vetrucci (PC)

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here