Citofono in condominio, come va ristrutturato?

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338Nel vano scala condominiale all’interno del montante citofonico è stato posato il conduttore di protezione degli appartamenti. È ammesso rifare l’impianto citofonico, usando un sistema bus a 2 conduttori con delle cordicelle all’interno della stessa tubazione e usando all’interno della cassetta di derivazione ai vari pianerottoli, dei setti separatori per la divisione delle giunte?

Premesso che intendo che con il termine cordicella, certamente di uso comune, ma non utilizzato da alcun documento ufficiale, il lettore stia indicando un cavo unipolare del tipo FM9 o N07V-K, in tutti i casi di coesistenza di servizi elettrici diversi è necessario per prima cosa distinguere le ragioni della necessità di segregazione. I due motivi principali per i quali può essere necessario segregare servizi elettrici sono: sicurezza e compatibilità elettromagnetica (EMC). Per quanto riguarda la vicinanza del conduttore di protezione ad altri servizi, la norma CEI 64-8 consente che il conduttore di protezione possa essere posato in un tubo protettivo (o canale) unitamente al cavo citofonico ed ai cavi di segnale (TV, allarme, ecc.), se non diversamente specificato in altre norme (art. 528.1). Tuttavia la norma CEI 64-8 raccomanda anche che il montante del conduttore di protezione nelle parti comuni abbia, tra l’altro, un tubo di protezione, cassette di derivazione (ed eventualmente di ammarro) esclusive ed individuabili (commento art. 520).

Si può quindi dire che, con specifico riferimento al conduttore di protezione, la norma CEI 64-8 non prescrive un obbligo) di esclusività ma lo raccomanda. Altri documenti CEI che potrebbero contenere prescrizioni utili a rispondere al quesito sono:

la guida CEI 205-14 che richiede condutture separate tra impianto videocitofonico ed energia (ma il conduttore di protezione non è un conduttore attivo), per ragioni di EMC (non di sicurezza, coperte dall’art. 528.1 della norma CEI 64-8)

la norma CEI 79-55 Apparecchiature per sistemi di citofonia e videocitofonia che però dice nulla al riguardo.

Dal momento che il conduttore di protezione non è conduttore attivo la risposta diretta al quesito del lettore è che non esistono prescrizioni normative contrarie alla soluzione prospettata. (ing Angelo Baggini).

 

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