Calendario Sacchi, memoria agreste della Brianza

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calendario sacchi Oltre 70.000 copie ogni anno, dal 1992: ormai un’istituzione per tante famiglie, enti, scuole, associazioni. Uno strumento utile e apprezzato da molti, che ci racconta, con il tratto gentile e naïf dell’illustratore Filippo Brunello, di una Brianza agreste, del  lavoro nei campi, di una fede schietta e semplice, del passare delle stagioni. Il merito del calendario Sacchi è anche quello di recuperare aneddoti, curiosità e usanze del passato.

Ad esempio, nel 2015 la copertina del calendario ci fa scoprire la tradizione che si nasconde dietro la figura di Babbo Natale: l’origine del personaggio è da ricercare nella leggenda di San Nicola, Vescovo di Myra, l’attuale Turchia, nel IV secolo. Tre mele donate a tre bambine povere diventano tre pomi d’oro. Questo miracolo leggendario fa di San Nicola il santo dei bambini. Oltre che a Bari, Molfetta e Lecco, la devozione a San Nicola (nel Primo Medioevo chiamato Sanctus Nicolaus) si diffuse nell’Europa centrale e settentrionale, dove il nome divenne Santa Claus. In America il mantello vescovile divenne poi un vestito rosso orlato di pelliccia, la barba si allungò e imbiancò: il santo che dona ai bambini si trasformò così in Babbo Natale.

Ogni mese del calendario presenta un proverbio illustrato. E ogni proverbio nasconde, in realtà, un interessante spaccato di quotidianità contadina, che il calendario ci permette di non dimenticare e di conservare come un valore inestimabile.

Ad esempio il proverbio di Aprile, “Per San Giòrg la sumènza (di cavalê) la se mètt al côld”, ovvero “Per San Giorgio (23 aprile) la semente (dei bachi) si mette al caldo”, è dedicato alla bachicoltura. L’allevamento del baco da seta, in Brianza, ha rappresentato una voce importante nel magro bilancio economico delle famiglie contadine. Tutto aveva inizio proprio con la “sumènza”, ovvero le uova dei bachi acquistate o talvolta prodotte in proprio. Era di fondamentale importanza che le uova potessero schiudersi per tempo, quindi dovevano essere tenute al caldo. Nell’illustrazione del calendario le uova vengono messe sotto il materasso, ma poteva essere, sempre per sfruttare il tepore del corpo, sotto il cuscino o nel seno delle donne prosperose. L’allevamento procedeva poi con l’alimentazione dei bachi con foglie di gelso e impegnava per più di un mese tutta la famiglia, finché il baco saliva al “bosco” (ramaglie predisposte per l’occasione) e infine filava il bozzolo.

A proteggere tutta questa delicata attività c’era San Giobbe, Sajopp in dialetto, raffigurato nell’illustrazione del calendario in un quadretto.

Il calendario vi aspetta presso tutti i punti vendita Sacchi e nei negozi Unieuro di Barzanò e Merate.

 www.sacchi.it

sacchi copertina

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